Rovegno, una sorgente da 18mila bottiglie/ora PDF Stampa E-mail
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Rassegna stampa - Rovegno
Scritto da Marco Gallione   
Giovedì 10 Luglio 2008 01:00
Acqua minerale Alta Valle
In Val Trebbia esiste l'unica fonte d'acqua minerale presente nelle province di Piacenza, Cremona e Pavia, storica, molto conosciuta dalla gente del luogo e nota anche tra i numerosi turisti che frequentano il territorio. La fonte si trova in alta Val Trebbia nel comune di Rovegno, in provincia di Genova, ma a pochi chilometri dal confine con la provincia di Piacenza. L'acqua sgorga naturalmente a 740 metri di altitudine, all'interno di un"'area di rispetto" ricca di vegetazione e priva di insediamenti industriali e unità abitative.
"La valle più bella del mondo"
L'alta Val Trebbia è caratterizzata da un ambiente naturale ancora incontaminato, tanto che la Trebbia è uno dei pochi fiumi in Italia ad avere un tasso di inquinamento pressoché nullo.
Le credenze popolari attribuiscono da sempre a quest'acquaproprietà benefiche, e le analisi di laboratorio, dalle quali emerge che si tratta di un'acqua povera di sodio e con un contenuto di nitrati tra i più bassi del mercato, ne sottolineano la bontà.
Da qualche settimana è possibile portare quest'acqua minerale sulle nostre tavole, l'acqua, infatti, è imbottigliata dalla Val Trebbia Acque Minerali nello stabilimento di Rovegno (GÈ), proprio dove sgorga.
L'acqua minerale" Alta Valle" è un' acqua oligominerale molto equilibrata, con un basso contenuto di sodio che fornisce il corretto apporto di sali minerali importanti quali calcio e magnesio. Il bassissimo contenuto di nitrati è un indicatore della sua purezza.
È ideale nelle diete povere di sodio, e svolge un' azione diuretica che la rende indicata per favorire il buon funzionamento di fegato e reni.

I nitrati più bassi d'Europa
"L'idea di questa avventura imprenditoriale è nata all'inizio del 2006 quando scoprimmo questa fonte già molto conosciuta dalla gente del luogo e decidemmo di testare le caratteristiche organolettiche dell' acqua" - spiega Marcello Balzarini, amministratore delegato della neonata azienda, piacentino - i risultati furono sorprendenti. Le ultime analisi effettuate sull'acqua risalivano agli anni '70. Ebbene, da allora i valori relativi alla composizione chimica dell'acqua sono rimasti pressoché immutati".
Lo stabilimento d'imbottigliamento è sorto in un'area dismessa a ridosso della statale 45, a un chilomero dalla fonte. "L'acqua minerale non può essere trasportata, la normativa è molto severa e prevede che sia imbottigliata come sgorga dalla sorgente" - aggiunge Balzarini - perciò arriva naturalmente dalla sorgente allo stabilimento con una tubazione di acciaio inox affrontando un dislivello di circa 200 metri e lì la imbottigliamo in ambiente asettico dopo aver compiuto analisi quotidiane sulla sorgente, sugli impianti e sulle bottiglie presso il laboratorio interno di analisi. Abbiamo dotato lo stabilimento - precisa l'amministratore delegato - di impianti tecnologicamente avanzati, tutto il processo è automaizzato e studiato in modo da non produrre alcun rifiuto. L'unico residuo della nostra produzione è acqua minerale".
La portata della sorgente è tale da far ipotizzare una produzione di 350 milioni di litri l'anno, l'impianto riesce a produrre circa 20.000 bottiglie/ora.
L'acqua minerale sarà distribuita in un raggio di 150 chilometri dallo stabilimento, attraverso le principali catene della grande distribuzione e della distribuzione organizzata e i concessionari che fanno servizio porta a porta.
Oltre che a Genova e a Piacenza, l'acqua Alta Valle si potrà comprare ad Alessandria, Pavia, Lodi, Cremona, Parma e in tutta la Liguria.

Una distribuzione a basso impatto
Questa scelta risponde a ragioni organizzative, logistiche e commerciali, perché grandi sono i rischi legati all'ingresso in un mercato molto competitivo come quello delle acque minerali che a livello nazionale coinvolge marchi storici controllzionali.
"Noi puntiamo o a costruire un marchio locale forte - sottolinea Marcello Balzarini nell'interesse della Val Trebbia e dei suoi abitanti. Tutta l'acqua minerale bevuta ad oggi in questo territorio arriva da lontano, con altissimi costi per l'ambiente. Ed è assurdo, perché l'acqua che sgorga a Rovegno è di qualità eccellente".
Presto l'acqua dell' alta Val Trebbia si comprerà al supermercato e la si potrà bere ogni giorno. La società "Valtrebbia Acque Minerali srl", è nata all'inizio del 2007 da una cordata di imprenditori piacentini e genovesi e genovese e piacentina sono   rispettivamente anche la sede operativa dell'azienda, situata a Rovegno, e quella legale e commerciale, che è stata stabilita a Piacenza.
"Crediamo - prosegue l'amministratore delegato - che un' azienda come la nostra possa contribuire a rilanciare l'economia locale, creando sviluppo e occupazione. Per questo speriamo che gli abitanti della Val Trebbia ci aiutino a far decollare il progetto".
Produzione a impatto zero e valorizzazione del territorio sono le priorità dichiarate della Val Trebbia Acque Minerali, che ha già dato un segnale forte di questo impegno decidendo di far passare tutta la logistica dal casello autostradale di Busalla, che si trova a soli 38 km dallo stabilimento, ed evitando così di generare traffico pesante nella valle. L'azienda lavorerà anche per sensibilizzare la popolazione sull'importanza della raccolta differenziata e per contribuire alla tracciabilità e al recupero della plastica.
"Stiamo programmando una serie di azioni promozionali che favoriscano una razionalizzazione del consumo di acqua potabile e permettano di risparmiare risorse da destinare all' acquisto di acqua minerale - continua -; nei nostri territori l'acqua del rubinetto contiene molti nitrati e per essere resa potabile deve essere trattata con il cloro che è altamente nocivo alla salute".
"L'attacco che ultimamente le acque minerali italiane hanno subito dalle aziende municipalizzate che reclamizzano l'assoluta purezza dell'acqua del rubinetto ritengo sia stata abilmente pilotata in conseguenza del fatto che il prezzo dell'acqua potabile negli ultimi anni è cresciuto con percentuali vertiginose, mentre un consumatore tipo beve circa 0,8 litri al giorno ne consuma però circa 300 in usi domestici, è come dire che la puoi anche bere ma intanto ti impongo un aumento importante su tutto il consumo! E comunque nessuno potrà mai garantire al consumatore un prodotto che arriva da condutture non sanificabili, spesso vecchie e piene di ferro e piombo".
"Inoltre - precisa Balzarini - l'acqua minerale naturale non è paragonabile all' acqua potabile: l'acqua minerale ha origine da un giacimento profondo, protetto ed incontaminato ed è batteriologicamente pura all'origine ed imbottigliata alla sorgente, come sgorga deve entrare in bottiglia, deve avere una autorizzazione ministeriale particolarmente laboriosa che monitorizza in tutte le stagioni le caratteristiche chimico-fisiche e batteriologiche. L'autorizzazione sanitaria è di competenza regionale e coinvolge tutti gli organi di controllo sanitario che proseguono nella loro attività anche dopo l'ottenimento. La potabile ha invece origine e provenienze diverse: fiumi, laghi, pozzi. Può essere trasportata, trattata e disinfettata con cloro, ottenere l'autorizzazione sanitaria dal sindaco ma la legge dice che non può essere in nessun caso definita "minerale".
L'acqua Alta Valle è disponibile in versione naturale e frizzante, in bottiglie da 1, 1,5 e mezzo litro. La bottiglia è stata disegnata da Giorgio Milani, mentre l'engineering è stato sviluppato in Germania da un'azienda leader a livello internazionale.

(Questo articolo è stato tratto dal N° 26 del 10/07/08 del settimanale "La Trebbia")
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