| Vobbietta: un possibile disastro annunciato. |
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| Rassegna stampa - Valle Scrivia - Valbrevenna | |||||||||
| Scritto da Marco Abbondio | |||||||||
| Mercoledì 30 Giugno 2010 00:00 | |||||||||
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....oggi vi racconto una storia: Vobbietta è un piccolo paese a pochi chilometri da Genova e come tanti Comuni Italiani è interessato in maniera evidente dall'ormai famoso dissesto idrogeologico. I vecchi del paese, o come a me piace definirli i bimbi di una volta, raccontano che i boscosi declivi erano un tempo terrazzamenti coltivati dove vigne, orti e campi di grano si susseguivano in maniera ordinata. Un anno, precisamente nel 1931, qualcosa cambiò e fu l'allagamento dell'invaso del lago Savio conseguente alla costruzione della diga. Negli anni quelle vigne sono sparite, i rovi hanno preso il posto dei terrazzamenti coltivati e un po' meno di quei bimbi di allora ci possono raccontare di quei tempi ma una cosa è ancora lì presente: la diga e il suo lago. Non è certo per colpa della diga ma la stessa incuria che ha trasformato i campi in “spinà" (cosi qui vengono chiamati i rovi) ha caratterizzato la storia recente del torrente Vobbia. L'inesorabile accumulo di ghiaia che piena dopo piena è stata trascinata dal corso del fiume fino allo sbarramento creato dall'uomo è oggi ben visibile da chiunque si trovi a transitare da queste parti; i saltuari e superficiali lavori di manutenzione (uno di questi è tuttora in corso ma sembrerebbe solo a valle del ponte) hanno di volta in volta spostato avanti il problema. Testimonianze di questo sono gli alberi alti anche 15 metri presenti nel centro del fiume, ottimi intoppi all'apertura delle porte della diga qualora dovessero essere aperte per motivi di sicurezza e un alveo ormai insufficiente a contenere una portata di acqua in regime di piena paragonata a quelle degli anni '90 per non citare l'alluvione del 1970. Comune, Regione, Genio, Comunità Montana, Protezione Civile, sinceramente non so di chi sia la competenza e responsabilità di tutto questo ma è certo che ogni volta che il cielo si fa scuro, coloro che sanno guardano il cielo e pensano al torrente: un'altra notte dietro i vetri sentendo rotolare pietre e sperando che passi ... Nel frattempo, in soleggiate giornate lontane da ogni sospetto di acqua, grandi esperti vengono a fotografare, studiare e monitorare attentamente la situazione misurando quel grande ritrovato tecnologico che è L'ASTA IDROMETRICA!!! Auguriamoci che non venga mai il giorno in cui dovremo dire: noi da ignoranti lo sapevamo!
Marco Abbondio
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