La rivincita dell’asino, “adozioni” raddoppiate PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Valle Scrivia - Valbrevenna
Scritto da Il Secolo XIX   
Martedì 02 Febbraio 2010 00:00
È intelligente perché si accontenta, filosofo meditativo in quanto le cose immutabili le accetta con pacata rassegnazione; ed è anche modesto perché non ha bisogno di tanto. Bastano cardi e acqua fresca. In tempi d'incertezza e sconforto, è l'asino l'ultimo esempio di vita vera,sì proprio lui che nel vituperio ha vissuto per secoli, inferiore tra i cattivi esempi soltanto alla vipera o alla iena. Il fatto è che ora, in Italia ma anche in Liguria e soprattutto nell'entroterra genovese, il ciuco sta tornando in un riscatto totale: ha cambiato lavoro elevandosi alla utile scienza della pet therapy, ed è diventato, l'asinelio, un compagno per "affezione" creatura accolta in famiglia grazie alla sua buona compagnia. E se la Coldiretti annuncia il boom degli asini in Italia con un più 30 per cento di presenze negli ultimi cinque anni, nella mappa delle regioni spicca la Liguria con un numero di animali dalle grandi orecchie raddoppiata: erano 490 nel 2003, sono diventati 733 nel giro di mezzo decennio e viaggiano a quota 800.
Giacomo Mantero con un suo asino
Giacomo Mantero con un suo asino
Domenica 21 febbraio, lo Starhotel di Corte Lambruschini dalle 9.30 ospiterà. un convegno dedicato al somaro: "L'asino: un cammino tra cultura e terapia" organizzato dall'associazione Paradase di Chiappari di Ronco Scrivia fondata nel 2007 da un manager che per la campagna ha snobbato la carriera. Paradase ha invitato guide e psicologi, e non ultima Elena Serrati, studiosa della tradizione e della cultura del territorio che riabiliterà l'orecchiuto animale spauracchio degli scolari dal favoloso Pinocchio in poi.
Nelle campagne attorno a Genova dove noto è il ritorno all'amore per la terra, con il proliferare di agriturismo e aziende agricole, l'asino conquista nuovi estimatori. Quali, ad esempio, Giacomo Mantero, 59 anni, un passato da ex manager di multinazionale e un presente tutto naturale in un podere accanto al lago della Busalletta. In una frazione silenziosa, la Chiappari ronchese, Giacomo Mantero ha ritrovato se stesso e spento i cellulari: «Ne avevo addirittura due - allude all'impegno continuo - e dopo una vita di lavoro, 31 anni netti, sono arrivato nel 2004 alla "mobilità lunga e alla chance di diventare dirigente». A quel punto, Mantero si dà alla campagna. E appaga un sogno che cullava fin da bambino: allevare un asino. Acquista Oreste, un cucciolo che per un pentito degli affari come lui, diventa il simbolo del riscatto:
«Più di ogni attività politica - precisa Mantero padre di due figli e già nonno -questa campagna e la presenza degli asini, sono per me l'esempio di come si possa vivere in un modo sostenibile e sobrio». A Mantero e ad altri amici e parenti, lo ha insegnato l'asino come si possa godere della vita «momento per momento senza rimpiangere il passato. Noi occidentali non siamo culturalmente aperti a questo modo di pensare». Dal patriarca Oreste, è nata Paradase, volontari che tra escursioni o semplici 'visite mostra l'esistenza mesta ma meritevole dell'asino: non si cavalca, ma si cura, non si sella ma si accompagna in passeggiata. Così 127 sono diventati i soci (10 euro all'anno) «che anzitutto condividono le idee». Gli altri, gli ospiti, arrivano soprattutto dalla Genova degli uffici, della sedentarietà, dello stress da traffico. E seguono l'uomo che rinunciò alla carriera per la meditazione. Mille e 200 sono stati i timidi forse scettici a tratti invidiosi pellegrini della Busalletta e 250, quest'estate, i bambini di un centro estivo. Paradase per le passeggiate nei boschi accetta soltanto oblazioni.
«Facevo equitazione ma da quando conosco gli asini è amore a prima vista - racconta la volontaria Maria Grazia Barbieri, genovese, ex insegnante di storia e filosofia. Gli asini capiscono, sono più piccoli e danno meno problemi». L'organizzazione fondata dall'insegnante www.nomacello.org, ha contato negli ultimi tempi 20 richieste di asini da tutta la Liguria. «Ma, attenzione: sono anche animali fonte di reddito. Tanti in realtà li sfruttano». Rosa e Laura mamme di Pepe e Charlotte, vivono a Rocca Grimalda: «Non li daremmo mai via - avverte Barbieri - Le abbiamo salvate, le madri, nel 2007. Chi vuole può aiutarci al mantenimento».

Onoterapia   Stile di vita
Laura Pavani educatrice specializzata in onoterapia, ossia terapie effettuate con l'utilizzo di asini: «L'asino facilita l'apertura relazionale e capisce se uno è più debole».   L'identikit del somaro: vive circa 40 anni, partorisce dopo 12 mesi e 21 giorni, produce solo 3,4 litri al giorno di latte. Ama cardi e rovi, pulisce i boschi, riconosce il padrone e ne cerca le carezze.
     
In cattedra   Il latte anallergico
I nuovi lavori degli asini? Messi in pensione dal motore a scoppio vengono usati come produttori di latte e cosmetici. Guide in aziende agricole, "maestri" in onodidattica e compagni anche in onoterapia.   Secondo la Coldiretti ogni anno in Italia nascono 15 mila bimbi con allergie gastrointestinali. Il latte d'asina simile al materno può essere un'alternativa. Da Cleopatra o Poppea, poi, lavarsi nel "lac asininum" rende belli.

Annalisa Rimassa Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 02/02/2010)

Leggi l'articolo: “C'è grande richiesta, è diventato difficile trovarne altri nuovi"
Ultimo aggiornamento Martedì 02 Febbraio 2010 17:19
 

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