| Pale eoliche nell'entroterra scattano due ricorsi al Tar |
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| Rassegna stampa - Valle Scrivia - Valbrevenna | |||
| Scritto da Il Secolo XIX | |||
| Giovedì 09 Luglio 2009 00:00 | |||
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«Non c'è avversione all'eolico a priori - assicura Granara - Ma questo tipo di impianto deve essere sostenibile. Questi siti sono stati scelti in maniera unilaterale, in luoghi che sono tra i più belli delle nostre terre, zone sottoposte a vincolo paesaggistico. In più, in entrambi i casi, i piloni verrebbero innalzati a poche decine di metri dalle case. E non è stato fornito uno studio sugli effetti sulla salute e sull'impatto del rumore». Tra le motivazioni dei ricorsi, vengono anche citati vincoli idrogeologici. Nel caso della Valbrevenna, inizialmente i cittadini si erano dimostrati favorevoli. E lo stesso Remo Oberti, che in seguito sarebbe diventato il portavoce del comitato "Difendiamo la Valbrevenna", aveva firmato un accordo preliminare con gli autori del progetto, in qualità di rappresentante delle comunanze locali. «È vero - dice Oberti - Abbiamo cambiato idea quando abbiamo visto gli effetti di queste pale dal vivo. All'inizio si parlava di 3 pale che sono diventate 15 e sarebbero installate sopra il paese. Queste zone sono rimaste le stesse da 150 anni e a noi piacciono così. Con quei mostri di acciaio, questi borghi si spopoleranno». E riguardo alle voci che da capo dei comitati lo vedrebbero candidarsi a una poltrona da sindaco, Oberti replica: «Sono tutte falsità». «Avevamo il consenso di tutti, istituzioni e cittadini, altrimenti non ci saremmo mossi», dice Andrea Tripodi, portavoce del gruppo di soggetti specializzati che ha stilato il progetto della Valbrevenna. «Il parco eolico può portare energia pulita a 4-5mila famiglie e rivitalizzare l'economia in valli ormai spopolate. Stiamo parlando di torri di Le pale che deturpano il paesaggio e disturbano la vita degli abitanti. Le pale che generano energia pulita e ridanno vita a valli le cui economie sono non godono certo di ottima salute. Forme diverse di concepire la difesa dell'ambiente e il futuro. Su cui deciderà adesso al Tar. Soffia il vento della discordia. Ma per ora non crea nessuna energia. Marco Grasso Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (Articolo tratto da Il Secolo XIX del 09/07/2009)
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