Una gita a passo d’asino PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Valle Scrivia - Valbrevenna
Scritto da Il Secolo XIX   
Domenica 05 Luglio 2009 00:00

Nel salotto di casa difficil­mente potrebbero entrare: questione di spazio. Ma chi li ama giura che, in fondo, il rapporto con loro non è poi così diverso da quello con un labrador o un bassotto: «Gli asini vivono in­sieme all'uomo da settemila anni, come i cani e i gatti - racconta Gia­como Mantero, 59 anni, fondatore e presidente della onlus "Paradase" di Ronco Scrivia - e sono molto intelli­genti» . Se a volte passano per tonti, ag­giunge, è perché sono lenti, paciosi. Precursori (incompresi) del pensiero "slow".

L'amore non si spiega. Nasce all'im­provviso o matura con gli anni. E Mantero, dopo una tranquilla vita di lavoro, al momento della pensione ha riscoperto il sapore del trekking in campagna e si è ricordato delle lunghe marce ai tempi della naja: sottufficiale artigliere negli alpini, con il mulo come compagno d'armi.

Ma un mulo è una bestia ingom­brante, impossibile accoglierlo in fa­miglia, anche per chi vive in campagna. «Ho comprato così il mio primo asino, Oreste. E poi un altro, Pedro, perché gli asini sono animali socievoli e si intristiscono a stare soli. E poi Molly, sperando che arrivi un erede». Quindi, l'idea: vista la pessima e immeritata fama degli asini, perché non fare qualcosa per render loro giusti­zia? La onlus Paradase nasce così, come «associazione culturale asinina per la riscoperta e la tutela dell'asino». La sede a Chiappari, nel Comune di Ronco, e oggi conta 62 soci.

E sono iniziate giornate dedicate ai bambini, le escursioni di uno o due giorni insieme agli asini e alla capretta Gloria. Mantero riceve richieste via internet o per telefono (333 73 85 947). Non è lavoro, perché l'associa­zione è senza fini di lucro, iscritta al registro del volontariato dal 22 feb­braio 2008. È passione pura. «Il primo anno abbiamo chiuso con un passivo di seicento euro, nel 2008 siamo an­dati in pari».

Il nome Paradase? L'"ase" è il ter­mine genovesissimo per indicare il so­maro. «Un giorno guardavo i nostri asini pascolare beatamente nel silen­zio. Trasmettevano una immensa se­renità. E allora mi sono detto che - se un paradiso esiste - deve essere molto simile a questo».

Bruno Viani

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 05/07/09)
 

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