|
«Il fatto che la mia lista, "Rondanina Viva" non sia stata comunicata al Secolo XIX è un fatto gravissimo. Ne chiederò conto al sindaco Arnaldo Mangini, che ha comunicato soltanto la sua, di lista, e ha "dimenticato" le altre. E' una cosa antidemocratica al massimo». È molto inquieto, Angelo Toscano, 49 anni, sovrintendente della polizia municipale di Genova e candidato sindaco alle prossime comunali nel comune di Rondanina. Il suo nome e la sua lista non appaiono nelle pagine speciali da noi dedicate alle elezioni amministrative, così come quelli di altre due liste presentate nello stesso Comune: sabato dagli uffici comunali non sono state rese note le liste, mentre dal sindaco si è ottenuto soltanto l'elenco della sua "Uniti per Rondanina", insieme all'affermazione di non conoscere nomi e simboli delle altre. Angelo Toscano non ci sta: «Mi sento di definirla una mossa antidemocratica al massimo, quella del sindaco - sbotta il candidato che si sente "oscurato" - e mi stupisce molto, visto che ho conosciuto di persona Mangini, proprio quando ho presentato la mia lista in municipio, e mi era apparso affabile e cortese. Ma non può affatto sostenere che non conosceva le altre liste! Non ci credo, non è vero, come sindaco le doveva per forza avere viste tutte! E, guarda caso, si "ricordava" solo la su. Per questo sostengo con forza che sia stata lesa la democrazia in nome della burocrazia. Una cosa senza senso, davvero. E inoltre, per quanto riguarda la mia lista, è stato comunicato anche il nome sbagliato: non è"Per Rondanina", ma "Rondanina Viva", denominazione che spiega da sé la determinazione del programma che abbiamo in mente per rilanciare il paese». Che intende fare, il candidato Toscano? «Per ora, ho mandato semplicemente un fax di protesta al Comune di Rondanina - risponde - attendo una giustificazione circostanziata. E mi riservo di mettere in atto ogni forma di tutela in merito a questo episodio, che viola in maniera lampante la tanto declamata par condicio». Il sindaco Mangini ieri era irraggiungibile al cellulare, per cui non possiamo averne la replica che, siamo certi, non si farà attendere. Mara Queirolo (Articolo tratto da Il Secolo XIX del 11/05/09)
|