Il murale di Torrio PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val d'Aveto
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 17 Giugno 2010 00:00
Il murale di Torrio
Camminando per Torrio, capita di meditare su cosa rimanga del nostro passato. Restano case o tracce di case, la chiesa, alcune cascine, casoni, fasce, mulini. Resta il paesaggio: valle tribolata, limpidi torrenti, verdi prati, alberi da frutto, castagni, pascoli... tutti elementi di una visione compiaciuta, con le sue mulattiere e i suoi sentieri. Restano gli attrezzi dell'artigianato domestico, quelli delle tecniche edili e delle pratiche agricole. Esistono, poi, i vari aspetti del pensiero, delle consuetudini, della solidarietà, che spesso si riassumono nel termine più comune della tradizione.
La gente, la nostra gente, su questa terra ha lavorato, spostato case, cresciuto figli, pregato, litigato, amato; ha sviluppato idee, ha elaborato pratiche nuove, ha selezionato piante e animali; ha festeggiato le ricorrenze, ha onorato i propri morti. Tutto questo si chiama "cultura" e chi la conosce, la interpreta, la pratica e la tramanda. Chi fa queste cose, è "colto", perché contribuisce a mantenere in vita le espressioni che per secoli hanno fatto comunicare fra loro gli uomini.
Il murale appena inaugurato non basta a esprimere la riconoscenza che dobbiamo ai nostri avi, ma, almeno, dovrebbe mantenere viva la storia della nostra comunità, così come la raccontano i luoghi: la piazza, la fontana, la chiesa il pascolo, l'osteria; così come la testimoniano le abitudini sociali, che hanno costruito i legami tra le persone.

 

Nella nostra ascendenza contadina possiamo ritrovare tutti quei valori di umanità profondi, semplici e sicuri, dai quali un'esistenza travagliata assumeva significato e grandezza. Mentre la nuova civiltà, alla quale l'uomo ha potuto accedere in modo relativamente facile, ci rivela adesso, dopo il primo entusiasmo, connotati di precarietà e di vuoto.
Nella "lettura del muro" possiamo trovare quello che veramente ci appartiene come vissuto, le emozioni del ricordo delle persone che non ci sono più, i luoghi della nostra infanzia, come eravamo...
A questo punto è doveroso un pensiero speciale alla "scuola", dove si stanno recuperando, con notevole sforzo consorziale, quattro locali nella vecchia casa dei maestri, ai quali va il nostro ricordo affettuoso e riconoscente.
Sono tanti gli enti e le persone che hanno contribuito alla realizzazione del "muro", anche volontari, tutti da ringraziare, per aver contribuito a rafforzare il nostro senso di comunità, oltre ogni retorica.

Gian Carlo Peroni
Presidente Consorzio
Rurale di Torrio

Domenica 23 maggio, giornata di ritorno a Torrio, occasione l'inaugurazione del murale di Torrio.

Alla presenza di molti Torriesi, del coro ANA Valnure e delle associazioni di volontariato dei nostri monti, del dottor G. Marazzi della Fondazione di Piacenza, degli immigrati giunti dalla Francia, e del nostro "Don Guido" si è svolta la cerimonia di inaugurazione del murale di Torrio.
La santa messa celebrata da Don Guido Balzarini è stata accompagnata dal coro ANA Valnure diretto dal  maestro Don  Gianrico Fornasari presente il sindaco di Ottone Val Trebbia Giovanni Piazza. Il presidente del Consorzio Rurale di Torrio Gian Carlo Peroni con il consigliere comunale Signor Luigi Masera in rappresentanza dell'amministrazione locale hanno dato il benvenuto agli intervenuti.
Al termine della Messa Don Guido ha benedetto il murale e la più "giovane" coppia di anziani residenti: Antonio Masera e la moglie Peppina hanno scoperto la targa di presentazione. Il pranzo cucinato dalle volontarie e stato servito sul piazzale del circolo ACLI di Torrio. Il temporale che ha investito a zona non ha impedito ai partecipanti di proseguire il programma con la sottoscrizione a favore del circolo del paese. Circolo che per tutto l'inverno è stato tenuto aperto per svolgere degnamente l'impegno sociale di aggregazione assunto dai volontari del Consorzio Rurale del paese come servizio per le 20 persone anziane che sono rimaste a guardia del territorio.
Il concerto del coro ANA nella chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro ha concluso la giornata donando agli intervenuti le emozioni con le armonie che raccontano con il canto la nostra terra.

(Articolo tratto dal numero 23 del 17/06/2010 del settimanale "La Trebbia")
 

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