Aveto, piste prese d’assalto PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val d'Aveto
Scritto da Il Secolo XIX   
Lunedì 11 Gennaio 2010 00:00

«È un’occasione unica. Anzi, l’ultima. Il rilancio di Santo Stefano d’Aveto e pure del resto della vallata passa da qua, da questo comprensorio sciistico e turistico».
Nonostante la foschia e il freddo pungente, è raggiante Giuseppe Maggiolo, sindaco di Sansté. Dopo diciotto anni di inattività forzata, nel fine settimana ha finalmente riaperto la pista rossa, quella che scende da Prato della Cipolla fino a Rocca d’Aveto. Ma se la giornata di sabato è stata pesantemente condizionata dal maltempo, ieri (sebbene le condizioni climatiche non fossero certo quelle ideali) sulle montagne avetane è stato assalto. Cinquecento i biglietti staccati per la seggiovia, quella inaugurata a dicembre, al prezzo di 15 euro ciascuno. Ma occorre sottolineare che i bambini non pagano e in tantissimi preferiscono inerpicarsi fino alla vetta utilizzando le ciaspole o montando strisce sintetiche ad alta aderenza (le “pelli di foca” non usano più da tempo, con buona pace degli animalisti) sugli sci. Sabato i ticket venduti erano stati 150 e così il bilancio del week-end può dirsi davvero positivo: «Siamo soddisfatti, ma questa è solo metà dell’opera - dice il primo cittadino di Santo Stefano d’Aveto - La mente è già ai prossimi lavori, quelli che partiranno in primavera, quando la neve si scioglierà. Allora saranno montati i nuovi piloni per il secondo lotto di seggiovia». Si tratta del tragitto che collegherà Prato della Cipolla alla cima del monte Bue. Da lì sarà possibile percorrere due piste, una più facile che segue il crinale a ovest della vetta, l’altra più ripida e perciò più difficile (ma anche più emozionante) che scende quasi perpendicolarmente alla piana e si congiunge alla “rossa” aperta ieri.
Un chilometro e quattrocento metri, quattro “muretti”, curve secche, a gomito, pianori e neve perfetta. Eccola, la pista rossa di Santo Stefano d’Aveto quella riaperto ufficialmente sabato, dopo diciotto anni dall’ultima discesa. Il Secolo XIX l’ha provata, assieme agli esperti della sezione di Rapallo del Soccorso alpino: sci ai piedi, racchette, casco (obbligatorio per i bimbi, raccomandato per tutti). Si sale utilizzando la seggiovia inaugurata lo scorso dicembre: 336 metri di dislivello, da Rocca d’Aveto (a quota 1264 metri) a Prato della Cipolla (1600 metri). Breve discesa, fino alla partenza dello skilift: altri 80 metri di salita e si comincia. L’avvio della discesa è incoraggiante. La pista curva a destra, pendenza intorno ai 26o. Non è la mitica Streif di Kitzbühel, certo, ma per una domenica di relax basta e avanza. Il fondo di neve non è molto compatto: negli ultimi giorni ha nevicato (ieri sera i fiocchi sono tornati a cadere), ma non a sufficienza per garantire una certa stabilità. I mezzi per battere la pista hanno tirato su un po’ di terriccio e capita di incontrare qualche radice o, peggio, qualche sasso.

Simone Traverso

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 11/01/2010)

 

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