Laghetto del Penna a rischio: arriva la recinzione PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val d'Aveto
Scritto da Corsole   
Mercoledì 21 Ottobre 2020 16:47

Laghetto del Penna a rischio: arriva la recinzione

Fino a qualche anno fa era noto solo a pochi appassionati e, per tutelarlo, il Parco stesso non lo aveva mai promosso a livello turistico, né riportato sulle cartine escursionistiche il sentiero di accesso, segnato però da ignoti e perciò rintracciabile. Negli ultimi anni, complice la sua innegabile bellezza e lo straordinario fenomeno dell’accoppiamento delle rane montane che ogni anno, ancora in presenza della neve, vi si recano a centinaia per i loro riti nuziali, molti appassionati di natura e di fotografia hanno reso il Laghetto del Penna una star, con pubblicazione di foto su riviste, blog e siti specializzati.

L’altra faccia della riscoperta dell’entroterra
È stato l’inizio di un turismo sempre più numeroso, con le conseguenti problematiche e rischio per l’ecosistema. Non molti anni fa, ricordano al Parco, i Carabinieri sorpresero un automobilista con più di cento rane vive nel bagagliaio, sottratte proprio al Laghetto del Penna “per motivi alimentari”. Per fortuna, in quel caso finì bene, e tutte le rane furono salvate e ricondotte al luogo di provenienza. Era quindi evidente già da qualche tempo la necessità di tutelare meglio il sito e gli animali indifesi che lo abitano da un numero sempre crescente di appassionati, come tanti fotografi di natura, amanti dello scatto a tutti i costi, anche a danno della tranquillità dei soggetti. Negli ultimissimi anni, infine, la notevole crescita di gitanti, attirati dal nuovo Rifugio alle Casermette, ha fatto optare per il doppio intervento di tutela, normativo e fisico, operato dal Parco.

Perché è così speciale
Ai piedi della parete nord del Monte Penna (Val d’Aveto), in piena Foresta demaniale, a circa 1450 m d’altitudine si trova il Laghetto del Penna, un gioiello non solo paesaggistico, ma anche di grande valore naturalistico, che ospita flora acquatica tipica e soprattutto popolazioni assai ricche di anfibi (rane montane, tritoni...), per i quali svolge un ruolo insostituibile di sito riproduttivo. Il laghetto ha un’interessante origine, essendo sorto in una piccola conca modellata sul pendio che scende dal Penna da una minuscola lingua di ghiacciaio che doveva trovarsi qui tra 20.000 e 10.000 anni fa (c.d. ultimo periodo glaciale): le sue acque, generalmente limpide, rispecchiano la foresta circostante, e in maniera suggestiva le vette del Penna (m 1735, la cima più elevata del Parco) e del Pennino (1680 m).

Ora è “Riserva integrale”
La grande affluenza degli ultimi anni, e in particolare quella post lockdown con la forte voglia di godersi l’aria aperta, riscoprendo le bellezze del nostro entroterra, ha fatto sì che il Parco si attivasse per la tutela preventiva di questo sito meraviglioso: è un bene che la gente lo possa apprezzare, ma si tratta di un sito delicato e vulnerabile, cosa di cui i gitanti debbono essere consapevoli, limitandosi all’osservazione rispettosa, senza interferire con il fragile ecosistema dello specchio d’acqua. Nell’ambito dei lavori in corso di aggiornamento del Piano del Parco, perciò, il laghetto (come altre zone umide particolarmente delicate oggi liberamente accessibili nella vicina Foresta demaniale delle Lame) verrà classificato “Riserva integrale”, a miglior tutela degli habitat acquatici fragili che vi si trovano. Si tratta di una forma di tutela rigorosa ma non rigida, che permetterà al Parco di attuare forme di intervento in caso di necessità conservazionistiche, e ai ricercatori autorizzati di continuare a monitorare lo stato di habitat e specie presenti: la classificazione a riserva è soprattutto dedicata ad evitare ogni interferenza da parte di gitanti, appassionati e di famiglie coi bambini o animali domestici per picnic; i benvenuti se accedono al sito per ammirarlo e imparare, ma deve essere chiaro che non si gioca nell’acqua, non si lasciano rifiuti, non si disturba la fauna selvatica. A tal fine è stata posata nei giorni scorsi una staccionata di castagno, in modo che la gente possa comunque affacciarvisi e ammirarlo, mantenendo una distanza di rispetto.
La classificazione a Riserva fa sì che sia severamente vietato oltrepassare la recinzione, aggirarla e comunque accedere alle acque del laghetto, lasciarvi entrare cani (che nel Parco vanno tenuti al guinzaglio) e altri animali domestici, gettarvi legni, sassi e altri oggetti, raccogliere piante, disturbare la fauna, abbandonare qualsiasi rifiuto e danneggiare le attrezzature del Parco. I trasgressori saranno puniti a norma di legge. Per motivi di sicurezza e di conservazione il Parco invita a non appoggiarsi o sedersi sulla recinzione.

Tratto dalla rivista Corfole – Il corriere del Levante (Fotografia di Giacomo Turco)

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Ottobre 2020 13:14
 

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