Val d'Aveto: la diga di Boschi sarà forse riaperta in autunno Stampa

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Rassegna stampa - Val d'Aveto
Scritto da Elisa Malacalza   
Giovedì 28 Gennaio 2016 00:00

Transumanza

La sfida è quella di riuscire a riaprire la diga di Boschi, distrutta dall'alluvione del 14 settembre, in autunno. Questo è l'auspicio dei vertici Enel. Ma non è facile, perché l'ultima stima dei danni ufficiali, inoltrata alla Regione nella scheda tecnica richiesta, ammonta a più di 4 milioni di euro. «La diga è ancora completamente fuori esercizio, svasata - ha detto l'ingegner Alberto Sfolcini di Enel Produzione-. Abbiamo messo in campo tutte le nostre forze per disostruire gli scarichi di fondo, che erano rimasti intasati dalla piena. Abbiamo lavorato anche durante le vacanze di Natale, escluso il 25 dicembre. Il risultato è ancora parziale. Liberato lo scarico di mezzo, resta intasato quello di fondo. Dopo la recente piena, stiamo aspettando tornino condizioni meteo favorevoli. In parallelo, sono necessari interventi di manutenzione alla struttura della diga e agli organi di manovra».
Per stabilire con precisione quali siano gli interventi da effettuare, è in corso un'indagine interna dei tecnici: «Per adesso siamo riusciti a mantenere in vita il presidio fisso con tre guardiani che si avvicendano nella struttura - precisa l'ingegnere -. Gran parte del lavoro è stato affidato a ditte esterne, perché erano necessari mezzi non in nostro possesso, come le ruspe. Della centrale, sono rimasti intatti solo i muri. I danni sono veramente ingenti. Stiamo lavorando per ripristinare la situazione, con personale e ditte esterne. Di certo, voglio ribadire che non è mai stata messa in discussione, nemmeno per un attimo, l'intenzione di riaprire la diga di Boschi. Speriamo di ripristinare la situazione il prima possibile». Possibile dare una data di fine lavori?
«Difficile, le attività sono complesse e non esistono precedenti in materia, si è verificata una situazione drammatica e ogni volta che terminiamo un passaggio nei lavori scopriamo nuovi elementi non considerati - precisa Sfolcini -. La mia previsione, che può essere un auspicio, è quella di riuscire a riaprire in autunno. Verosimilmente entro l'anno». I risarcimenti arriveranno? «Noi abbiamo fatto quanto richiesto dalla Regione, abbiamo compilato le schede per il censimento dei danni alle attività produttive - conclude -. Parliamo di danni che superano i quattro milioni di euro». L'alluvione del 14 settembre ha determinato il transito nell'Aveto in corrispondenza dello sbarramento di Boschi di una portata al colmo piena stimata in circa 1000 metri cubi al secondo.
La Diga di Boschi nell'estate 2009 era già stata oggetto di importanti lavori di ristrutturazione per l'adeguamento dello sbarramento alla piena di riferimento millenaria.

Elisa Malacalza

(Articolo tratto dal N° 3 del 28/01/2016 del settimanale “La Trebbia”) (Fotografia di Jonny Falciani)

 

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