Sulla vetta del monte Lesima è tornata in veste moderna l'antica festa. PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Boreca
Scritto da Paolo Carini   
Giovedì 03 Settembre 2009 00:00

Si è ripetuta sulla vetta del monte Lesima, l'omonima festa, che probabilmente ha origini antichissime, e risale a quando le prime popolazioni che hanno antropizzato l'Appennino, i Liguri, veneravano le montagne come luoghi sacri, come testimoniato dal ritrovamento di una statua votiva sul vicino monte Alfeo. La festa moderna ha avuto come momento centrale la celebrazione religiosa offi­ciata dal parroco don Enzo Manici. «Questa è una tradi­zione che resiste da almeno 45 anni e forse più», commenta il sindaco - Claudia Borrè.

Molti hanno raggiunto la vetta a piedi da Zerba e da Tartago e poi tutti si sono ritro­vati ai prati di "prò cavanna" per il tradizionale pic nic. Ricordiamo che il Lesima fa parte della catena montuosa dell'Appennino Ligure, una delle più alte, ed è superato solo dai monti della Valdaveto.

«È una bellissima tradizione a cui mi fa tanto piacere partecipare, che ci fa pensare ai sacrifici fatti dai nostri nonni e genitori sui nostri monti. E bello vedere le mucche al pascolo, dove un tempo veniva tagliato il fieno. Gli anziani ricordano che la croce della vetta fu portata con buoi e in spalla. «Mio nonno diceva che dall'alto dei 1724 metri del Lesima un tempo si vedeva la Madonnina della guglia più alta del duomo di Milano, oggi causa l'inquinamento è difficile», prosegue la Borrè che sottolinea l'importanza di mantenere questi momenti di incontro.

Paolo Carini


(Articolo tratto dal N° 29 del 03/09/09 del settimanale “La Trebbia”)

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 19:51
 

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