Evento straordinario dopo tanti decenni a Tartago è nato un bimbo: Edoardo PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Boreca
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 11 Gennaio 2018 08:42
EdoardoC’è una frazione, antica come i condottieri di Annibale che l’avrebbero fondata, dove l’anagrafe di Ottone registra un solo residente. Uno. Di dieci giorni. Precisamente, i residenti sono due: lui, il piccolo Edoardo Galvani Carboni, e la sua mamma, Federica, che ha deciso di scommettere tutto sulla rinascita del villaggio dai tetti in ardesia. Impossibile sape re da quanti anni non nascesse un bimbo a Tartago: «E chi se lo ricorda, saranno passati decenni, non ci speravamo nemmeno più...», dicono a Ottone.
Federica Carboni non ha dubbi: «Ho scelto di vivere qui con mio figlio. Questa è la terra dei miei trisavoli. La Valboreca è poco conosciuta ma ha un potenziale altissimo». Eppure il ponte che conduce a Tartago, più volte segnalato, è in condizioni pietose: la mazzata - quasi - finale gliel’ha data il maltempo di due settimane fa, gelo, vento, pioggia. Sta in piedi. Non si sa per quanto. Ma Federica non molla: e a Tartago ha aperto il suo bed and breakfast, termine inglese per indicare un luogo dove dormire e fare una (buona) colazione. «Faceva troppomalevedere le cascine vuote, crollate a metà», precisa questa mamma. «Io ne sono certa. Il lusso del futuro saràpotercontare su un luogo di silenzio, a contatto con la natura. Lo hanno già capito i frenetici abitanti di Milano, ma anche i turisti che ho conosciuto quest’estate, arrivati dall’Olanda, dalla Germania. A Capodanno? Tutto esaurito. E io che credevo non venisse nessuno...».
Federica, forte dei primi risultati, ha capito che l’aver aperto l’attività quasi per gioco può trasformarsi in un futuro per Edoardo e per Tartago: «Dobbiamo fare i conti con tanti problemi, lo so bene. Il ponte è uno di questi. Con il sindaco Federico Beccia stiamo portando avanti insieme una battaglia per avere i fondi necessari al restauro. Incrociamo le dita». Più volte, viste le condizioni drammatiche del manufatto, era stato addirittura attivato un guado: il fiume dunque più sicuro del ponte. Tartago era finita isolata. Ma ha sempre reagito: «Del resto è uno dei luoghi di Annibale, questo», giura. «Qui sono ancora visibili quattro croci sulle antichissime dimore risalenti ai tempi del condottiero cartaginese. Tartago, del resto, deriverebbe proprio da Carthago. Questo dirò a mio figlio. Di essere un piccolo Annibale. E di avere almeno la metà dell’amore che ho io per questi posti. Per adesso, lo allatto ogni tre ore, in attesa che diventi il nostro piccolo uomo».

Elisa Malacalza

(Articolo tratto dal N° 1 del 11/01/2018 del settimanale "La Trebbia")

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Gennaio 2018 08:53
 

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