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Artana (Piacenza) - «Voglio studiare, è un mio diritto. Vivo ad Artana, un borgo isolato dal resto del mondo tra i boschi dell' Appennino tra Pavia e Piacenza. La scuola è troppo distante per andare a piedi e io sono costretta a studiare seguendo le lezioni per telefono. Ho tanta voglia di imparare, ma la mia situazione diventa ogni giorno più difficile». Anna Guaraglia compirà 14 anni sabato prossimo. Mentre parla stringe forte al petto il libro di Italiano che i suoi professori le hanno fatto arrivare fino a casa insieme agli altri testi scolastici. Anna vive isolata dal mondo in una vecchia cascina di Artana, un antico borgo di contadini che d' inverno è abitato solo da sette persone. La scuola dista più di 50 chilometri e lassù non esistono né autobus né treni. Così, mentre i suoi compagni di classe seguono le lezioni all' Ipsia di Varzi, Anna rimane a casa ad accudire le mucche aspettando che il telefono suoni. Ogni pomeriggio, infatti, i suoi professori la chiamano e le ripetono la lezione tenuta in classe. Anna, però, preferirebbe frequentare la scuola e conoscere finalmente anche i suoi compagni: «Mi sono iscritta al primo anno dell' istituto professionale di Varzi - spiega la giovane -, ma da quando sono iniziate le lezioni non sono mai riuscita ad andare a scuola. Quassù non esistono né treni né autobus e quando nevica è praticamente impossibile usare anche l' automobile. I professori hanno accettato di farmi lezione via telefono e qualche volta mi mandano anche dei fax. I miei genitori hanno chiesto aiuto al provveditorato e alla Provincia, ma fino ad oggi non hanno ottenuto risposte. Frequentare la scuola non solo è un mio diritto ma anche un dovere. Fino a quando rimarrò quassù, però, difficilmente qualcosa potrà cambiare». La madre, Mariangela Stombellini, 40 anni, ha cercato in tutti i modi di accontentare la figlia e assecondare la sua voglia di andare a scuola: «La nostra situazione è davvero difficile - spiega la donna -. Teoricamente Anna è obbligata per legge a frequentare almeno altri due anni di scuola. Purtroppo, però, vivendo tra i boschi la mia piccola è costretta a rimanere a casa. Ho chiesto al sindaco di interpellare la Provincia di Pavia e quella di Piacenza per far arrivare un mezzo pubblico almeno fino al Pian del Poggio. Fin lì potremmo arrivare in auto e Anna avrebbe risolto tutti i suoi problemi. Vedremo». Il caso della ragazzina è stato preso a cuore dalla preside dell' istituto professionale di Varzi, Maurizia Tarditi, che non nasconde le difficoltà incontrate per aiutare la giovane alunna: «Fino ad oggi Anna non è mai potuta venire a scuola. Per evitare che rimanga indietro e riesca a seguire i programmi didattici, i suoi professori la chiamano ogni giorno e le mandano via fax i testi delle spiegazioni fatte in classe. I libri di testo, per non gravare sul bilancio familiare, sono stati forniti dalla scuola, ma adesso occorre che qualcuno aiuti Anna a realizzare il suo sogno. Lei vuole andare a scuola come fanno tutti i suoi coetanei».
Giuseppe Spatola
(articolo tratto dal Corriere della Sera del 01/10/2002)
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