| Carrega Ligure. Da crocevia del commercio a terra di emigranti |
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| Rassegna stampa - Val Borbera | |||||||||
| Scritto da Il Secolo XIX | |||||||||
| Giovedì 04 Marzo 2010 00:00 | |||||||||
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Carrega Ligure. Un lento, inesorabile, spopolamento, fino a far di Carrega il comune più piccolo della provincia di Alessandria. L'ultimo dato disponibile, riferito al 2008, parla di una popolazione di sole 99 anime. «La prima volta in cui scendiamo sotto i cento abitanti», diceva rassegnato il sindaco Guido Gozzano. E pensare che verso la fine dell'Ottocento, questo paese arroccato sull'appennino era uno dei centro più importanti della valle, crocevia di affari e di passaggi tra Genova e il nord Italia. Il picco massimo di abitanti si è registrato nel 1861: 3.292. «Tanti se ne sono andati già dagli anni Trenta, in America, a cercare fortuna», ricordano gli anziani. Tra il 1920 e il 1930 si scende da 2.194 abitanti a 1.734. Il secondo grande esodo, verso le città dove c'erano le fabbriche, si è avuto nel dopoguerra, attorno gli anni Settanta. La terra, in montagna, dava poco da mangiare e il mito di un posto di lavoro era forte. A far risalire il numero dei cittadini, ma non quello dei residenti, è stata la crisi dell'Argentina, agli inizi del Duemila. Il comune si è trovato sommerso dalla richieste dei discendenti degli emigrati, che chiedevano il riconoscimento della cittadinanza italiana e l'iscrizione all'Aire, il registro anagrafico dei cittadini italiani residenti all'estero. «Una montagna di pratiche da sbrigare», raccontava ancora l'unico impiegato comunale. Qualcuno è anche tornato effettivamente, a conoscere i luoghi d'origine, ma quasi nessuno, poi, si è fermato per un tempo superiore a quello di una vacanza. In ogni caso, gli aventi diritto al voto sono balzati nel giro di poco tempo a 236 di cui solo 80 effettivamente residenti. Alle ultime elezioni amministrative per il rinnovo dei consigli provinciali, solo 36 si sono recati alle urne. Se i numeri fossero confermati anche al prossimo appuntamento elettorale per l'elezione del sindaco, il 28 e 29 marzo, si rischia che ci siano effettivamente più candidati che elettori. Irene Navaro
(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 04/03/2010)
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