“Recinzioni anti lupi, dalla Regione solo spiccioli” Proteste in Val Borbera PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Borbera
Scritto da Il Secolo XIX   
Martedì 23 Febbraio 2010 00:00

Val Borbera. “L'unico modo per prevenire l'attacco dei lupi sono recinzioni sufficientemente alte e robuste, ma mi pare che 74 mila euro per tutta la Regione siano davvero pochi”. Antonio Guidobono Cavalchini, allevatore e produttore di formaggi di capra in Val Borbera si fa poche illusioni circa il nuovo programma annunciato dalla Regione Piemonte per la prevenzione degli attacchi alle greggi da parte del lupo. Secondo i dati forniti dall'osservatorio regionale, nel corso di un anno sono stati sette quelli subiti dagli allevatori in provincia di Alessandria, quasi tutti concentrati lungo i crinali dell'appennino, nelle valli Curone e Borbera dove è ormai certa la presenza di un branco di cinque componenti. Pochi rispetto ai 95 attacchi registrati in provincia di Cuneo e i 40 nelle valli torinesi. E i risarcimenti che la Regione elargisce a seguito delle aggressioni al bestiame sono proporzionali: in provincia di Alessandria sono arrivati solo 3 mila euro, contro i 53 mila del cuneese e i 13 mila del tortonese. Ora, la Regione ha annunciato nuovi stanziamenti, 74 mila euro, appunto, per una programma di prevenzione "calibrato" sulle specificità di ogni azienda agricola.
”Negli anni scorsi, dopo aver subito diversi attacchi, ho chiesto un cane da guardia ma non c'erano i fondi sufficienti. Ora, ho chiesto un contributo per la recinzione. Devo proteggere un chilometro e mezzo di pascolo, la Regione mi garantisce 100 metri quadrati. Quindi non ho più mandato le capre al pascolo e alla fine dovrò pagare io”, dice ancora Cavalchini. E non è il solo a pensarla così. La Regione, da parte sua, ribadisce che il piano, “altamente innovativo nel panorama nazionale ed europeo, prevede la predisposizione di un piano individuale di prevenzione per ciascun allevatore, che evidenzi le criticità (logistiche, strutturali, geografiche) e contempli l'attivazione di contromisure specifiche”. Con il supporto del personale tecnico del progetto Lupo Piemonte, saranno così individuate per ogni caso specifico le misure preventive più adatte, quali l'utilizzo di cani da guardia, la collaborazione di un aiuto pastore, la messa in opera di recinti mobili, la costruzione di ricoveri notturni, fino alla possibilità di spostare gli animali verso pascoli più sicuri. L'ultimo rapporto firmato dalla responsabile Francesca Marucco, parla, per la provincia di Alessandria, della presenza ormai accertata di due o tre branchi distribuiti tra le Valli Borbera, Curone, Spinti, Lemme e parco naturale Capanne di Marcarolo.

I. N.

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 23/02/2010)

 

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