| Carrega Ligure. Ruderi venduti a un euro, guerra sui borghi fantasma |
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| Rassegna stampa - Val Borbera | |||
| Scritto da Il Secolo XIX | |||
| Sabato 01 Agosto 2009 00:00 | |||
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«Vendere le case diroccate a un euro, in cambio della loro ricostruzione? Ma quello è matto!». Ecco. Se l'idea viene a Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi ma soprattutto critico d'arte e maitre à penser, l'opinione pubblica nazionale applaude e la popolazione locale risponde. Se Il paese, arroccato sui contrafforti fra Val Borbera e Val Trebbia, è assolutamente delizioso. Oltre ai nove abitanti del capoluogo ce ne sono un'altra ottantina sparsi nelle frazioni o nei casolari isolati. Orti, qualche mucca, un paio di agriturismi le uniche attività economiche. Gozzano: «D'estate ci ripopoliamo, ma il turismo va sostenuto tutto l'anno. Se non riusciremo ad attirare nuovi residenti siamo destinati a far la fine di tutti gli altri paesi dell'Appennino... Il problema è che quando la gente sente Carrega Ligure si entusiasma. E tu vaglielo a spiegare che non c'è il mare, anzi che non siamo neppure in Liguria. Perché uno dovrebbe venire qui, senza un incentivo»? Luigi, Franco, Bernardo, Giuseppe, Giulio, Beatrice, Stefanina, Beppa e Giovanni («I cognomi non contano») non ne vogliono sapere. Sostengono che le case diroccate sono la memoria del paese, e non vogliono diventare un vacanzificio. E a Salemi, dove è stato lanciato l'esperimento dal sindaco Vittorio Sgarbi? Lui: «Diecimila richieste, finora. Per mille case disponibili. Se non ci fosse la Corte dei Conti che cavilla avremmo già concluso». In Sicilia, però, il Comune ha potuto espropriare gli abitanti che avevano beneficiato dei finanziamenti post-terremoto per ricostruirsi la casa altrove. Consiglio di Sgarbi: «A Carrega si potrebbe garantire al proprietario, comunque, una quota della casa ristrutturata. In questo modo ci guadagnerebbero tutti: l'acquirente, la collettività e i padroni dei ruderi. Naturalmente ci sono anche le maniere forti: si obbligano i proprietari a restituire il decoro alle abitazioni e se non obbediscono si procede con l'esproprio. Ma mi sembra eccessivo». Intanto, in località Capanne di Carrega, si segnala l'arrivo di una famiglia con due bambini. Casa regolarmente acquistata. Perché del paese si è tornati comunque a parlare, chi ci arriva se ne innamora. Vuoi vedere che... (Articolo tratto da Il Secolo XIX del 01/08/2009)
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