"Attenti al lupo": il candidato sindaco scalda la campagna PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Borbera
Scritto da Il Secolo XIX   
Sabato 21 Marzo 2009 00:00

“Al lupo, al lupo”. Chissà se gli elettori gli crederanno. Lui, Stefano Gogna, sindaco per cinque legislature, si ri­candida sostenendo che alla porte del piccolo co­mune di Mongiardino Ligure (in realtà questa è terra piemontese da più di 150 anni) oltre alle ele­zioni ci sono anche i lupi. Molti lupi, mica i quat­tro esemplari censiti ufficialmente.

"Attenti al lupo" è uno dei punti forti della sua campagna elettorale, quanto la manutenzione delle strade o i servizi comunali da erogare con sempre mag­giore difficoltà: si ascoltino piuttosto gli ululati di sera che scandiscono la quiete di un borgo in costante spopola­mento. E non si minimizzino i timori dei 200 residenti, restii ad affacciarsi sui sentieri, di una bellezza mozzafiato, della Val Borbera. Lui poi, podista dichiarato, esercita la sua passione con comprensibile apprensione. Un pec­cato. Senza contare i contraccolpi sull'economia montana: chi si avventura con un gregge di pe­core sui pendii della valle?

Dunque, "vota coi lupi", se sei contro la sua rie­lezione. Ed è sulla presenza di queste "fiere sel­vagge" che sembra giocarsi la tenzone elettorale. Il sindaco in carica, Renato Fregiaro, non ha nes­suna intenzione di mollare il Comune. E si rican­dida pure lui. Con un programma agli antipodi dell'avversario: lupi nei dintorni? Ne avrà visti un paio in due anni. I timori dei residenti? Non gli risultano: «Mai ricevute segnalazioni». Aggiunge, il sindaco in carica, che fanno più danni i cinghiali. E che semmai c'è da guar­darsi dai canidi selvaggi. Visioni opposte: chi dei due ha perso il pelo ma non il vizio di raccontarla agli elettori?

Vittorio De Benedictis
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Mongiardino Ligure. «Il lupo non appartiene storicamente a queste valli. La sua presenza qui è una forzatura e danneggia l'ambiente». È un quadro "preoccupante" quello che descrive Stefano Gogna, sindaco per cinque legislature a Mongiardino Li­gure e candidato per la sesta volta alla carica di primo cittadino. Il preda­tore, che da qualche anno ha fatto la sua ricomparsa sull'Appennino a ca­vallo tra Piemonte e Liguria (ma Gogna assicura «che ci è stato portato, qui, e ne ho le testimonianze»), ri­schia di diventare uno dei punti pro­grammatici della campagna eletto­rale del candidato che guiderà una lista civica nella prossima tornata elettorale.

«Non voglio far polemiche che non giovano a nessuno e non è una que­stione politica», precisa Gogna. Ma in un piccolo centro di cacciatori (molti) e animalisti (pochi) la presenza del predatore fa discutere, da sempre. «Sia ben chiaro - precisa il candidato che a Mongiardino conoscono tutti come Stefanino - in un momento come questo il lupo non è certo una priorità. I problemi sono altri: lo spo­polamento continuo della valle, la manutenzione delle strade, i servizi. Però..» Però un po' di timore gli ulu­lati che si sentono tutte le sere lo met­tono. «Io sono anche un podista, oltre che cacciatore, e non nego che quando mi trovo lungo i sentieri da solo un po' di paura ce l'ho. E come me anche altri cittadini che non si sen­tono sicuri a fare un'escursione sui nostri bellissimi monti. Ci sono im­pronte ovunque, e carcasse di daini, cinghiali e animali domestici se ne trovano sempre». Gogna ne fa anche una questione economica: «Ormai è impossibile impiantare un pascolo qui. Se qualche allevatore avesse in­tenzione di farlo, rischierebbe di ve­dersi il gregge decimato». In effetti, qualche attacco negli ultimi anni si è registrato. Nel 2006 furono 12 che causarono la morte di 20 animali; nel 2007 erano scesi a 7, con 13 vittime. La Provincia ha dovuto risarcire danni per 1.600 euro circa. Secondo i dati raccolti attraverso il Progetto Lupo della Regione Piemonte, po­trebbero esserci almeno 4 esemplari stanziali che si spostano tra Piemonte e Liguria. Secondo Gogna sono molti di più. «Rispetto alle rilevazioni dello scorso anno, il branco potrebbe in ef­fetti essere cresciuto - dice Luca Or­lando, responsabile della attività di monitoraggio del Progetto Lupo sulla provincia di Alessandria e Cuneo -ma il numero degli attacchi mi risulta essere diminuito».

E comunque non tutte le morti di ovini o ungulati sono attribuibili al lupo. «Ci sono stati anche attacchi di canidi - spiega - che, a differenza del lupo lasciano molte più carcasse per­ché il fine ultimo non è quello di nu­trirsi».

Sul fronte opposto, visto che in fondo la campagna elettorale è vicina, l'attuale sindaco Renato Fregiaro dice «personalmente di lupi ne ho visti due in un paio di anni e non ho mai ricevuto segnalazioni di pericolo da parte dei cittadini. Fanno molti più danni i cinghiali».

Punto su cui, del resto, concorda anche Gogna. Ma, anche Antoniotto Guidobono Cavalchini, allevatore e produttore di formaggi caprini di Roccaforte, che si definisce «non cac­ciatore, anzi ambientalista» inizia a non poterne più di lupi o canidi: «Quest'anno il gregge ha subito due attacchi che hanno portato alla morte di 10 capi. Il problema è che non pos­siamo lasciare gli animali fuori dalla stalla e a volte neppure questo basta». Tornando al lupo, Gogna una solu­zione al "problema" dice di non averla, visto che si tratta di specie pro­tetta e non cacciabile: «non ci si può far nulla per ora, fino a quando non saranno davvero troppi. E allora qual­cuno interverrà». Per ora meglio limi­tarsi a gridare "al lupo".

Irene Navaro


(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 21/03/09)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Aprile 2009 21:55
 

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