Un cammino sociale in Val Borbera PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Borbera
Scritto da Debora Bergaglio   
Giovedì 30 Agosto 2018 00:00

Un cammino sociale in Val Borbera

Sta per nascere il cammino sociale della Val Borbera: 130 km da percorrere in 7 giorni per rilanciare un turismo lento e vincere lo spopolamento. Non se ne conosce ancora il nome, ma il progetto è in via di definizione e ogni giorno prende forma. Il cammino sociale della Val Borbera è un’iniziativa di stampo turistico – ambientale che si attendeva da tempo.
Un cammino sociale potrebbe, infatti, essere lo strumento per portare un turismo lento, ma costante, destagionalizzato e rispettoso di questa parte di Appennino. D’altronde il trend del turismo in cammino, in bici, a piedi e a cavallo sta crescendo in ogni parte del mondo portando, quando ben gestito e sviluppato, a ottimi risultati in termini di sviluppo e crescita del territorio, della sua popolazione e delle sue attività. In pratica un antidoto allo spopolamento.
Potremmo citare il famosissimo cammino di Santiago per arrivare alla nostra Via Francigena e a tanti altri cammini minori come quello dei Briganti tra Abruzzo e Lazio o quello dei tratturi in Molise. Anche in Val Borbera e nella vallate limitrofe esistono diversi sentieri, alcuni anche molto amati dagli escursionisti, ma quello che manca è un percorso unico, tematico, continuo e segnalato, con strutture convenzionate e in grado di trattenere gli escursionisti sul territorio per diversi giorni. Il cammino sociale della Val Borbera potrebbe essere una buona occasione per sviluppare un progetto ad ampio respiro che guarda al futuro.

Come si presenta il cammino?

Si tratta di 130 km percorribili in 7 giorni tra sentieri CAI, vecchie mulattiere e strade non trafficate, che descrivono un inedito anello all’interno della Val Borbera e non solo.

Le sette giornate di cammino prevedono le seguenti tappe, partendo dalla stazione di Arquata Scrivia:
1. Arquata – Persi
2. Persi – Cantalupo – Rocchetta – Albera
3. Albera – Cabella – Cosola
4. Cosola – Carrega – Vegni
5. Vegni – Reneusi – Dova
5 variante. Vegni – Antola – Dova
6. Dova – Sisola – Borassi
7. Borassi – Roccaforte – Grondona – Arquata

L’idea nasce grazie ad una tesi di laurea realizzata da Giacomo D’Alessandro, che oggi è anche il referente del cammino e con il quale hanno collaborato diverse associazioni e realtà, tra cui il CAI di Novi Ligure, BorberAmbiente, Camminare in Val Borbera, A un passo dalla vetta, Appennino4P e tanti altri appassionati della valle.
“Per realizzare il Cammino come esperienza condivisa dal basso da più persone possibile, stiamo raccontando questo progetto e proponendo a chiunque sia interessato di darci una mano. Le cose da fare sono molte, e possiamo già contare su un gruppo di coordinamento costituito da diverse realtà, persone e professionisti amanti della Val Borbera, primo vero passo per un esito positivo. Non abbiamo tutte le risposte e le soluzioni definitive, abbiamo una bella idea, con un taglio preciso da preservare, e la determinazione di andare avanti a sperimentarla con tutti quelli che ci staranno. Ogni apporto di esperienza, conoscenza, risorse, confronto e creatività è il benvenuto”.
A breve sarà inaugurato un periodo di sperimentazione in cui sarà possibile scaricare le tracce GPS di ogni tappa e andare a provarle di persona, così da inviare segnalazioni, suggerimenti, informazioni e fotografie. Sarà inoltre possibile collaborare di propria iniziativa alla pulizia dei sentieri dove necessario. Dal punto di vista burocratico e amministrativo continua il confronto con Sindaci e Unioni per arrivare ad una segnaletica stabile sul percorso, e con albergatori e abitanti per concordare un’ospitalità efficace e diversificata durante tutto l’anno. E’ in corso anche la stesura di una breve guida al cammino che sarà pubblicata in versione digitale e cartacea, e che oltre alle indicazioni logistiche e turistiche conterrà anche le indicazioni per incontrare le realtà virtuose della valle.

 Quali gli obbiettivi di questo cammino?

– sviluppare un turismo lento, sensibile e sostenibile alla scoperta di un territorio sconosciuto, ignorato, in via di spopolamento, ma che contiene bellezze e storie uniche in grado di stupire.
– ricucire le frammentate realtà che abitano la valle attorno ad un nuovo senso di appartenenza e di identità, avvicinando la popolazione ai viaggiatori in cerca di esperienze autentiche e contatto umano.
–  incoraggiare le realtà virtuose della Val Borbera a proseguire, crescere e sentirsi sostenute, anche economicamente, nelle loro attività; incoraggiando al contempo i camminatori a sentire che un altro modo di vivere è possibile, e che forse contribuire al ripopolamento di questi luoghi può essere la strada di qualcuno di loro.
Trattandosi di un work in progress che intende coinvolgere la popolazione e gli operatori, se qualcuno volesse contribuire o collaborare al cammino sociale della Val Borbera, può rivolgersi a: Giacomo D’Alessandro – Referente per il Cammino Sociale del Borbera
giacomodale90 [at] gmail.com  Facebook WhatsApp

Debora Bergaglio

http://www.giornale7.it (30/08/2018)

 

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