Coppia lascia Lugano per andare a vivere nel borgo spopolato di Carrega Ligure PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Borbera
Scritto da La Stampa   
Venerdì 20 Luglio 2018 00:00

Un ritorno alle proprie radici nel paese simbolo dello spopolamento sull’Appennino. Paolo e Pamela sono una coppia di trentacinquenni che ha deciso di lasciare la città, Lugano per la precisione, per trasferirsi a San Clemente, frazione di Carrega Ligure. Qui abitano ormai solo due persone per tutto l’anno, che ora raddoppieranno con i neo sposi, uniti in matrimonio nel piccolo borgo dal sindaco Marco Guerrini durante una bella festa. 
Paolo da queste parti è nato e cresciuto, nella casa dei nonni e di suo papà. «Mio nonno, Eugenio Franco - racconta - nel novembre 1944 è stato ucciso dai nazifascisti e viene ancora oggi ricordato come contadino-patriota. Ho deciso, con mia moglie, di tornare qui e di scommettere sul nostro futuro in questo territorio meraviglioso». Paolo di professione fa l’educatore e si occupa anche di persone autistiche, mentre Pamela, di cognome De Pascalis, ha studiato naturopatia ed è operatrice olistica.  
Cosa intendete fare a San Clemente? «A guidarci in questo paradiso - dice Pamela -  è come se fossero stati gli antenati di Paolo. Abbiamo deciso di dire stop alla città e di vivere innanzitutto producendo formaggi qui a San Clemente, come facevano i vecchi, senza necessità di arricchirsi. Ovviamente vogliamo portare avanti anche le nostre attività: pensiamo a organizzare dei laboratori di meditazione, attivare azioni di supporto terapeutico per le persone nonché realizzare degli orti sinergici, corsi di musica e di yoga». In questo senso, la presenza in Val Borbera dell’associazione Sahaja yoga sarà di aiuto per Paolo e Pamela: alcuni aderenti al sodalizio hanno partecipato al loro matrimonio.  
Una bella sfida, se si pensa che, a oggi, il segnale del cellulare lassù è molto «precario», per usare un eufemismo. Paolo non si scoraggia: «Nella casa dove abitiamo la corrente elettrica è arrivata solo nel 1983, per cui... Ci rivediamo nella definizione di “neo rurali”, giovani che ritornano alla terra con un bagaglio di strumenti intellettuali e tecnologici». 
Che sia questo il futuro a Carrega, insieme al Parco naturale atteso in autunno? 

Giampiero Carbone

http://www.lastampa.it (20/07/2018)


 

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