Val Borbera: parco o non parco, ma questo davvero può essere il problema? PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Borbera
Scritto da www.giornale7.it   
Lunedì 14 Maggio 2018 00:00

Castello di Carrega

“Se si dicono cose senza cognizione di causa, non si va da nessuna parte”. Dino Bianchi presidente del parco Capanne di Marcarolo, Aree protette dell’Appennino Piemontese, si dice demoralizzato dalle parole del sindaco di Mongiardino, Renato Freggiaro, che in un’intervista pubblicata la scorsa settimana su Giornale7, bocciava senza se e senza ma, la realizzazione di un parco proposto nel comprensorio comunale di Carrega Ligure, in Alta Val Borbera. “Non è assolutamente vero che nelle aree protette ci siano solo restrizioni – spiega Bianchi – secondo Freggiaro nel parco ci sarà un proliferare di daini, caprioli, cinghiali che distruggeranno l’agricoltura, questo non è assolutamente vero. Anzi. Nell’area protetta l’ente interviene sempre quando ci sono animali in sovrannumero. L’Atc avrebbe dovuto fare tutti gli interventi per mantenere l’equilibrio, ma è sotto gli occhi di tutti che questo non è avvenuto. La differenza sarà che Carrega non avrà più questi problemi di sovrappopolazione di ungulati, mentre nel resto della Valle persisterà. Se poi eventuali timori riguardano il taglio del bosco, voglio ricordare che all’interno del parco si applicano le stesse normative di qualsiasi altro bosco. E ancora, se  si sta chiosando sul nome “Parco dell’Alta Val Borbera”, anziché “Parco di Carrega”, al sindaco Freggiaro e a quanti lo ritengono non appropriato, vorrei sottoporre una mia convinzione; la Val Borbera è un territorio bellissimo ma con problematiche che via via si acuiscono, spopolamento, diminuzione costante dei servizi, il parco, che personalmente chiamerei “Parco dell’Antola piemontese”, ad estensione del Parco dell’Antola sul versante ligure, permette di avere un’ampia visibilità turistica, ma soprattutto imprenditoriale, senza contare, ad esempio che le proprietà immobiliari, i terreni e quant’altro avrebbero un valore monetario maggiore.
E’ un territorio con potenzialità enormi, non si può pensare che fare il sindaco sia solo aggiustare un tubo o una strada, non è così, non ci si può preoccupare dell’orticello del Comune Pinco o Pallo, ma dell’insieme della Valle. Noi stiamo lavorando per creare la condizione affinché ci sia quel turismo e quell’economia anche attraverso agevolazioni fiscali, che invogli le persone sia a trascorrere le loro vacanze in Val Borbera, sia stabilirsi avviando attività imprenditoriali. Questo può offrire il parco”.
Anche i produttori sono rimasti sorpresi che ci possa essere qualcuno contrario al parco.
“Il parco? Certo che siamo favorevoli”.  Roberto Grattone, presidente del Consorzio del Montebore e patron di Vallenostra di Mongiardino Ligure,  approva la realizzazione  di un parco in Val Borbera. “Il trend attuale – dice – non promette nulla di buono; popolazione in calo, invasione di ungulati, il che significa che la situazione “animali” è sfuggita di mano alle varie aziende venatorie che operano sul territorio. Ce ne siamo accorti in particolare l’estate scorsa, quando a causa della siccità, gli animali, affamati e assetati, cercavano conforto addirittura nei giardini delle abitazioni. Oggi, se non si fa qualcosa di importante, certamente si morirà. Quindi ribadisco, solo il parco ci dà una speranza di sopravvivenza e, sono fortemente convinto che non ci siano alternative. Ma ovviamente è solo una mia convinzione, quindi se altre persone hanno un’alternativa al parco, che possa avere un risvolto positivo, in una Valle che oggi non ha più prospettive, lo dica. Sono certo che tutti coloro che sono favorevoli al parco, non solo io, saranno felici, anzi ansiosi di ascoltare le loro proposte”.
Per il Consorzio del Salame Nobile del Giarolo, che appoggia l’iniziativa portata avanti coraggiosamente da Carrega Ligure, interviene Marco Moro, vicepresidente del Consorzio, nonché coltivatore e produttore: “Gli amministratori della Val Borbera, che mai si sono trovati d’accordo su temi importanti, ora almeno sono compatti nel remare contro; la Valle, però, è un libro scritto e mai pubblicato. Il parco è un editore, non posso sapere ora quante copie riuscirà a distribuire e quanto successo avrà, ma almeno c’è: è un editore che, finalmente, può cominciare a pubblicare qualcosa. Difficilmente – aggiunge – si potrà avere una situazione peggiore per l’agricoltura in questi territori”.
E l’Associazione Albergatori, la più longeva del territorio che dice? Ecco la dichiarazione di Michele Negruzzo.
“In qualità di Presidente dell’Associazione Albergatori e Ristoratori della Val Borbera e Spinti, rappresentante 20 strutture distribuite sull’intero territorio, sono stato convocato dal Sindaco di Carrega Marco Guerrini e dall’Ente Aree Protette Appennino Piemontese ad una serie di incontri che si sono già tenuti e ad altri che si terranno; ci siamo stupiti del nostro coinvolgimento e ci siamo fatti ovviamente delle domande alle quali sono state date delle risposte esaustive; la domanda su tutte è stata: perchè coinvolgere un’Associazione che rappresenta strutture tutte al di fuori della zona interessata dalla realizzazione del Parco (comune di Carrega)? La risposta è che si vogliono coinvolgere anche tutte le realtà esistenti nelle zone limitrofe per dare impulso allo sviluppo di tutto il territorio; ci siamo doppiamente stupiti perchè, a mia memoria, raramente siamo stati coinvolti ad incontri che avessero come fine una procedura decisionale partecipata e in tal senso auspichiamo una collaborazione che sia sempre più inclusiva e condivisa per lo sviluppo turistico, economico e sociale di tutta la Val Borbera.  Porteremo le nostre proposte, le nostre considerazione e cercheremo di essere vigili rispetto a ciò che sta accadendo, ma riteniamo che il dialogo e il coinvolgimento dell’Associazione Albergatori e Ristoratori siano la base di partenza per chiunque voglia intraprendere un qualsiasi progetto di sviluppo in Valle pertanto non si può vedere che con favore chi cerca di coinvolgere le nostre strutture con tali procedure”.
E gli abitanti della Valle che ne pensano? Il Comune di Carrega inondato dalle mail di approvazione al parco, sta a dimostrazione che la gente ha accolto favorevolmente il progetto. Un progetto che comunque si realizzerà, probabilmente non si chiamerà Parco della Val Borbera, forse si chiamerà Parco di Carrega o meglio ancora Parco dell’Antola piemontese, ma qualunque sarà il suo nome, sarà un passo importante per camminare verso il futuro.

Loredana Barison

http://www.giornale7.it (14/05/2018) (Fotografia di Giacomo Turco)
 

 

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