Una protesta silenziosa degli agricoltori contro le devastazioni causate dai caprioli. PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Borbera
Scritto da www.giornale7.it   
Martedì 23 Gennaio 2018 00:00
Protesta in Val BorberaUna protesta silenziosa per manifestare il timore di una nuova annata disastrosa per l’agricoltura a causa degli ungulati e chiedere interventi urgenti alle istituzioni. Stamattina, alle 9, davanti alla sede della Provincia di via Galimberti, ad Alessandria, gli agricoltori iscritti alle associazioni Confagricoltura e Cia hanno presidiato l’ingresso dell’ente dove era in corso una riunione del Tavolo di concertazione tra Provincia, Ambiti territoriali di caccia (Atc), associazioni agricole e venatorie. All’ordine del giorno, le modifiche al regolamento sul controllo dei cinghiali e i danni arrecati dalla fauna selvatica alle colture agricole da caprioli e cinghiali. All’esterno, i manifestanti hanno parlato di “situazione insostenibile nelle campagne dove fra due mesi i vigneti, nelle aree più colpite dai caprioli (Ovadese, Acquese e Novese), germoglieranno e, se non ci saranno interventi, i caprioli poteranno le viti con esito disastroso. Infatti i danni non si limitano all’anno in corso, ma si protraggono nel tempo”. Luca Brondelli (presidente di Confagricoltura Alessandria) e Gian Piero Ameglio (presidente di CIA Alessandria) hanno chiesto che “la Provincia avvii subito, con provvedimenti urgenti, il piano straordinario di contenimento dei caprioli, presentato già da alcuni mesi, che stanno espandendo la loro presenza in aree sempre più vaste arrivando fin nelle immediate periferie delle città. I nostri produttori non sopporteranno più che ritardi burocratici mettano a rischio l’esistenza della propria attività”.
Il piano attende l’ok dell’Ispra ma rischia di non poter essere messo in pratica poiché, per legge, non può essere messo in atto dai cacciatori ma solo da altre figure, come guardie venatorie, provinciali e vigili urbani. “Diverse centinaia di agricoltori – hanno proseguito Brondelli e Amelio – si interrogano se potare ancora le viti o seminare, visto che i loro raccolti saranno facilmente falcidiati. Se le aziende agricole chiuderanno l’economia di molti dei nostri paesi non potrà più contare sul settore produttivo più importante. Chiediamo che le istituzioni e i cacciatori intervengano per riportare il territorio in equilibrio, con densità accettabili di fauna selvatica”. Cia e Confagricoltura sostengono che il presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, “ha dichiarato che la Provincia si impegna ad apportare alcune modifiche al Regolamento Caccia al cinghiale (di cui tra una ventina di giorni uscirà una nuova bozza in visione alle associazioni) e chiederà alla Regione alcuni chiarimenti in materia”.

Giampiero Carbone

http://www.giornale7.it (23/01/2018)

 

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