«Acqua, no alla privatizzazione» PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana
Scritto da Elisa Malacalza   
Mercoledì 26 Maggio 2010 00:00

Non ce la date a bere: il messaggio arriva a chiare lettere dall'alta Valtrebbia che marcia unita e bipartìsan con l'obiettivo di dire "no" alla privatizzazione dell'acqua. A fare da capofila potrebbe essere la neonata associazione ottonese "25 aprile" che, oltre a voler creare al più presto il circolo sociale "Camillo e Peppone", ha organizzato per il 13 giugno, alle 15, un'assemblea pubblica. A intervenire saranno, oltre al sindaco Giovanni Piazza, don Andrea Gallo della comunità San Benedetto al porto di Genova, Pino Cosentino del comitato referendario genovese per l'acqua pubblica, Mattea Carnbria delle fila piacentine dello stesso comitato e l'associazione Acqua e ambiente di Ferriere. Oltre a molti comuni del genovese, hanno aderito all'iniziativa anche Bobbio, Cerignale, Zerba, lapro loco di Ferriere e quella di Rivergaro. «Dopo aver superato l'inverno di nevicate e piogge, ci sentiamo dire che l'acqua scarseggia e che quindi se la vogliamo la dobbiamo pagare - spiega il presidente dell'associazione, Roberto Luca

L'ultima legge in materia consegna definitivamente la gestione dell'acqua in mano alle società per azioni che di fatto avranno il solo interesse di alzarne i costi. Vogliamo abrogare questa legge, ormai potrebbe entrare in vigore da luglio. I Comuni del levante ligure si sono già associati in consorzio per riprendersi la gestione delle acque: l'acqua è un diritto di tutti. Nessun partito ha fatto informazione

precisa - noi partiamo da questa assemblea a Ottone il 13 giugno per cominciare a fare informazione. Queste problematiche riguardano tutti, una legge simile si può "bypassare" solo attraverso la società civile, con un progetto comune. Abbiamo condiviso questo percorso - conclude Luca - con la giunta comunale, ringrazio per questo il sindaco Piazza e il nostro parroco, don Giacomo».

Ma se la vox populi non fosse abbastanza forte e si finisse davvero con l'acqua "sotto chiave"? «Noi per il momento crediamo molto in un grandissimo percorso di informazione - risponde il presidente - vogliamo raggiungere la più ampia partecipazione sociale possibile, altrimenti protesteremo insieme alle istituzioni. Per quanto riguarda l'intubamento del Trebbia, gli ottonesi non sapevano quale meccanismo fosse stato messo in campo (il concetto è stato ripreso ieri mattina anche dal sindaco Piazza, durante l'incontro con l'assessore regionale Maurizio Melucci, ndr): questa è la colpa della disinformazione. Il circolo "Camillo e Peppone" cercherà quindi di essere un luogo dì informazione e ascolto».

Elisa Malacalza

(Articolo tratto  da “La Libertà” del 26/05/2010)

 

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