| "Senza agevolazioni la montagna muore" |
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| Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana | |||
| Scritto da Paolo Carini | |||
| Giovedì 22 Aprile 2010 00:00 | |||
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Agevolazioni fiscali agli imprenditori e sostegno concreto alla popolazione residente: sono le proposte lanciate dal sindaco Massimo Castelli per contrastare il declino demografico della montagna piacentina. Cerignale, il comune da lui amministrato, nel 2009 ha perso altri 4 abitanti, passando da 170 a 166 residenti. In quattro anni il calo è stato di oltre 11 punti percentuali. «Chi si insedia in un'area svantaggiata deve avere agevolazioni perché per lo Stato il beneficio sarebbe superiore a quello fiscale - sottolinea Castelli, anche in qualità di presidente della Comunità montana Appennino piacentino e non solo di primo cittadino -. È ora che le nostre risorse vengano valorizzate. I Comuni di montagna, per il ruolo che rivestono nella preservazione delle risorse naturali, devono essere sostenuti adeguatamente: non è pensabile che un piccolo comune come Cerignale, composto da poco più di 160 persone, per lo più anziane, abbia la responsabilità di governare da solo un territorio di svariati chilometri quadrati». Altra proposta è l'istituzione di un fondo nazionale, «indispensabile per sostenere la manutenzione della montagna, di cui le condizioni di malgoverno tutti pagheranno le conseguenze». «Ci vuole una politica mirata per le aree svantaggiate e non solo per le aree popolose -conclude il sindaco -. L'abbandono è un costo enorme, con la prevenzione si potrebbe intervenire utilizzando poche risorse, diversamente per rimediare ai danni è necessario l'impegno di milioni di euro». Castelli chiede benefici fiscali per attirare sia investimenti sia nuovi residenti. seguo "La Trebbia" da molti anni, la leggo con piacere perché mi porta le notizie dei nostri paesi. Vorrei sempre leggere notizie sui nostri posti, novità che riguardano i nostri Comuni, i lavori che vengono eseguiti... Ma mi sto accorgendo, con dispiacere, che talvolta il giornale è pieno di annunci funebri, spesso lunghi, troppo lunghi. Anche nell'ultimo numero pagine piene di morti. Mi piace molto che si ricordino i congiunti che hanno chiuso gli occhi a questa vita. Segno di affetto e di amore per chi ci ha preceduto. Lei, da molti anni porta avanti questa "voce" di Valtrebbia e Valdaveto; che tiene uniti anche noi che abitiamo in città. Lassù abbiamo le nostre radici e lei sa che desidereremmo sempre alcune novità dei nostri paesi. Lo sforzo mi pare ci sia da parte sua, ma forse mancano queste notizie, i paesi sono ormai ridotti al lumicino e la montagna sta morendo. Non è così? La ringrazio e la saluto cordialmente. A.Z.
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