Filmato il pasto dei lupi in Valtrebbia PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana
Scritto da Cristian Brusamonti   
Giovedì 11 Marzo 2010 00:00
Lupi in Valtrebbia

Lupi in Val Trebbia

Adesso è proprio ufficiale: anche la Provincia conferma la presenza di diversi esemplari di lupi sul nostro Appennino a cavallo tra la Valnure e la Valtrebbia. L'annuncio è stato dato all'ente di via Garibaldi dall'assessore alla tutela faunistica Filippo Pozzi e da Enrico Merli del Servizio tutela faunistica; ai giornalisti sono stati presentati vari spezzoni di filmati che testimoniano la presenza di questi predatori all'opera: di questi, alcuni fotogrammi sono già stati pubblicati in anteprima da "Libertà" nei giorni scorsi.

«Adesso l'obiettivo è trovare il giusto equilibrio: la specie è protetta e va tutelata, ma con un occhio all'allevamento di montagna» dice Pozzi. «Se i proprietari di bestiame si erano ormai abituati a lasciare libero il bestiame sui pascoli, adesso dovranno fare più attenzione. Stiamo valutando la necessità di prevenire le razzie di capi e di altri danni con misure preventive, quali apposite recinzioni, ma ci stiamo anche muovendo affinché il pagamento dei danni provocati sia celere». Ma al di là del bestiame, esistono rischi per le persone? «Non c'è nessun pericolo di attacco verso gli uomini, perché questi esemplari hanno perso la loro aggressività verso di noi; tuttavia non è consigliato avere incon­tri con questi esemplari, specie durante le ore notturne». Nel filmato si vedono immagini sia diurne che notturne di un branco di 5 lupi che si avventano sulla carcassa di una mucca in mezzo alla neve. Come è stato possibile ottenere queste straordinarie immagini? «Avendo ritrovato questa carcassa nella zona di Solaro, in comune di Ferriere, abbiamo piazzato nei paraggi le cosiddette "fototrappole", ossia speciali telecamere che si attivano in automatico grazie a sensori termici e di movimento» spiega Merli.

«La sorpresa è stata quella di trovare un branco di 5 esemplari, mentre solitamente se ne avvistano due o tre alla volta. Il filmato non è esteticamente attraente come i documentari di Luigi Ziotti, ma ha grande valore documentario nell'ambito di un progetto di monitoraggio in comune con altre regioni.
Quest'azione congiunta si basa sull'identificazione genetica degli esemplari partendo dall'analisi delle loro feci: così sappiamo che sul nostro Appennino ci sono lupi che provengono da Parma, Reggio e persino Bologna».
Inoltre il servizio Tutela faunistica sta collaborando con l'Università di Pavia per alcune analisi sulla dieta di questi animali, necessarie per comprendere l'eventuale impatto con gli allevamenti montani. Le stime parlano circa di una quindicina di esemplari in circolazione sulle nostre montagne (e che, data la loro forte mobilità, condividiamo con le province vicine); ma sembra che in 3 anni, almeno 200 diversi esemplari siano transitati nel piacentino. E il numero complessivo sembra aumentare sempre più, dopo il minimo storico di presenze negli anni '80.

Cristian Brusamonti

(Articolo tratto dal N° 10 del 11/03/2010 del settimanale “La Trebbia”)

 

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