Ma la nostra montagna non offre nulla alle famiglie per sopravvivere? PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana
Scritto da Pier Luigi Troglio   
Giovedì 29 Ottobre 2009 00:00

"Turisteggiando" in Alta Val Trebbia e in Val d'Aveto, cosa sempre gradevole e piena di sorprese della natura, nel periodo fine settembre prima decade di Ottobre, ogni piazzola, rettilineo, ansa della strada erano quotidianamente occupate dalle automobili parcheggiatevi.

Non era l'affollamento dei mesi estivi, quando turisti e villeggianti approdano nelle nostre vallate per godere la freschezza di un bagno in Trebbia o nell'Aveto, ma appassionati alla ricerca di funghi ed alla raccolta di castagne.

Una febbre che da un po' di anni ha contagiato una moltitudine di residenti non solo nella Provincia di Piacenza, ma anche in quelle limitrofe: Lodi, Cremona, Pavia, Milano, Brescia, tanto per citarne alcune.

La raccolta dei funghi nei boschi in Val Trebbia ed in Val d'Aveto é animata da due motori, la passione e, a quanto pare un risvolto economico, non sottovalutabile.

I residenti coniugano ambedue le componenti, la passione innata, il ricavato di qualche Euro per sbarcare il lunario un po' più decorosamente di quanto possano permettere le pensioni di cui godono i nostri contadini.

Anche gli esterni operano con quegli stimoli perché sei pensionati in montagna "piangono" anche quelli della Città non "ridono": come chi in parte ha perso il lavoro o ha subito una sua riduzione.

Nella pentola qualche cosa bisogna pur metterei e quindi il ricavato di qualche cestino di funghi potrebbe permettere di fare una minestra un po' più saporita.

Per venire al dunque, il guaio più grosso, ovviamente non solo da noi, é lo spopolamento che miscelato con l'invecchiamento crea una miscela letale per una visione rosea del futuro.

Pensare che i paesi sparsi in alta montagna possano ritornare ad essere popolati come solo qualche decennio fa, é avere una speranza pari a quella che hanno chi gioca al super Enalotto per risolvere i suoi problemi economici, "la speranza dei nudi" dicevano una volta.

La montagna ha però le sue ricchezze, una sorta di "oro verde" che al pari dell'oro "nero" e dell'oro giallo devono essere estratti.

Nel caso dei prodotti della montagna, farli conoscere, in prima istanza però è necessario indirizzarvi forze giovani e sganciate da uno stile di vita poco comodo che magari prevede che se é necessario si deve lavorare anche il sabato e la domenica.

L'agricoltura ha sempre dato da mangiare a tutti, ancora oggi lo fa in forme diversificate, c'è quella altamente meccanizzata, quella intensiva, ma c'è ancora quella che viene esercitata in Alto Adige, in Val d'Aosta, e per venire più vicino a noi ad esempio nella Valle del Taro, Borgotaro, Bedonia una parte economicamente importante è basata sulla raccolta, sulla lavorazione e sulla conservazione dei funghi.

Il 10 e l'11appena passati, a Colorno in Provincia di Parma, un paese di circa 7.000 abitanti é stata organizzata la Festa della Castagna, ne ha parlato la radio nazionale per un settimana di anticipo.

Anche da noi ci sono esempi a dimostrazione che con molta volontà e pazienza si può vivere in modo soddisfacente e decoroso, ahimé però, non si diventa miliardari.

A Bobbio Pietro Pasquali, un giovane, si é dedicato alla coltivazione delle patate, il risultato l'ha avuto, a Collegio in Comune di Corte Brugnatella; la famiglia Agnelli-Gazzola gestisce un piccolo caseificio, in località Bardughina di Mezzano Scotti in Comune di Bobbio; un giovane Alex Gazzola si é inventato di fare il pane e dolci alla vecchia maniera, partendo dalla semina del grano, alla sua molitura alla cottura nel forno a legna.

Di queste "perle" sparpagliate sul territorio ce ne saranno altre per fortuna. Una lamentela costante di chi vorrebbe stabilirsi o stare a lavorare sulla terra é la troppa burocrazia, lacci e lacciuoli legislativi, Enti di ogni sorta che devono rilasciare autorizzazioni strane a dire poco, ciò che meno li disturba é il lavoro. Il lavoro, e le avversità atmosferiche, i danni della selvaggina sarebbe meglio non ci fossero, ma le sopportano: sono "le carte" il nemico peggiore.

Essere vicini realmente agli esseri di buona volontà rispolverare antiche e vecchie tradizioni come la raccolta, il confezionamento dei funghi, la raccolta delle castagne potrebbero essere occasioni a cui gli amministratori dei nostri Comuni potrebbero rivolgere i loro sforzi. Fare l'Amministratore é però una cosa diversa che fare il politico; per niente ci sono Elezioni Politiche ed Elezioni Amministrative.

O si mangia la pasta asciutta o la pasta in brodo.

Pier Luigi Troglio

(Articolo tratto dal N° 37 del 29/10/2009 del settimanale “La Trebbia”)

 

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