Contro vandalismo, inciviltà e bracconaggio, trenta iscritti al corso per guardie ambientali PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana
Scritto da La Trebbia   
Mercoledì 20 Novembre 2019 22:53

Guardie itticheBivacchi, rischi incendi, bracconaggio, tuffi pericolosi, inciviltà. Sono l’altra faccia del turismo in valle, quella che la ferisce di più. Carabinieri forestali, Polizia municipale e Guardie ittico ambientali, con Arcipesca Fisa, hanno chiesto l’altra sera in municipio a Bobbio la collaborazione dei cittadini dell’Alta Valtrebbia. «Aiutateci ad aiutare i nostri borghi, il nostro fiume e la nostra valle», è stato detto. E in trenta hanno subito alzato la mano dicendo “Io ci sono”. Questi frequenteranno un corso e diventeranno guardie ittico ambientali: sono le divise grigio chiaro che soprattutto la scorsa estate hanno concretamente aiutato le forze dell’ordine nel presidio del territorio, nell’Appennino particolarmente esteso e difficile per chi non lo conosce. Le lezioni si concentreranno sulle norme che regolamentano la pesca, come spiegato dal presidente regionale e provinciale di Arcipesca Enzo Savoretti con il vice Roberto Peveri, sulla gestione del flusso turistico, sui rischi dei boschi, dei funghi, degli incendi. In parallelo, nascerà anche il primo gruppo di Protezione civile dell’Unione montana alte valli del Trebbia e della Luretta, per potenziare così il ruolo dei cittadini attivi in un territorio decentrato e con un’alta percentuale di popolazione anziana. Spiega l’agente di polizia municipale Manuel Martini: «Il territorio si sta muovendo a 360 gradi in materia di sicurezza e tutela del borgo. Grazie al sostegno garantito dal sindaco Roberto Pasquali anche le nuove guardie potranno avere divise e mezzi adeguati». Emanuele Bazzoni è guardia ittico ambientale dal 1996: già quest’estate aveva lanciato un appello ai cittadini perché si unissero al corpo di cui fa parte, promuovendo così una nuova sensibilità di partecipazione attiva, la stessa che lo ha portato anche a chiedere l’installazione di defibrillatori lungo il Trebbia perché diventi un fiume cardioprotetto: «Insieme possiamo fare tanto». Il maresciallo dei carabinieri forestali Diego Traverso sottolinea: «Il ruolo dei cittadini e dei volontari diventa sempre più prezioso, soprattutto in un territorio così vasto, con frazioni, località a volte distanti l’una dall’altra. Insieme possiamo far crescere una nuova cultura della partecipazione attiva». Chi vuole unirsi al corso, patrocinato dal Comune, fa ancora in tempo.

(Articolo tratto dal N° 38 del 21/11/2019 del settimanale “La Trebbia”)

 

 

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