Sindaci da tutta Italia a Roma: stretto il patto di Poste Italiane con i piccoli Comuni PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 14 Novembre 2019 15:34

Mattarella e CastelliI Sindaci piacentini sono andati a Roma per l’incontro tra piccoli comuni e Poste italiane. Per Massimo Castelli, sindaco di Cerignale, una coda romana al Quirinale. «Una grande emozione - spiega Castelli - al presidente ho spiegato la nostra posizione e messo l’accento sulla drammatica situazione dell’Italia a crescita doppio zero, demografica e del Pil. Se non si fa qualcosa tra 30 anni ci perdiamo l’Italia. Si perde popolazione e identità. Non stiamo con le mani in mano, mettiamo in campo tutte le forze, invece di litigare, per arginare un enorme problema». Castelli, coordinatore Anci piccoli comuni, è stato uno dei protagonisti della giornata. È intervenuto nella tavola rotonda sottolineando la novità: «Con queste scelte Poste ha rotto lo schema semplicistico basato solo sull’economia quando in realtà per il futuro è l’ambiente il punto centrale». La sua parola chiave identificativa è stata “Norvegia”. Perché la provocazione? «Ho voluto portare un parallelismo positivo. L’alta Valtrebbia ha la stessa densità abitativa della Norvegia. 121 abitanti su 31 kmq ma con un milione di alberi e a un tiro di schioppo da Milano, una delle zone più inquinate del Paese. Non è un valore aggiunto da spendere questo? Che cosa intendo? Se il dato degli abitanti è variabile quello del territorio è stabile e quindi se si vuole parlare di politiche ambientali che investono anche temi di coesione sociale, dobbiamo parlare di progetti che tengano conto dei reciproci vantaggi ed è necessario che i territori si parlino. Un’esigenza che via via sarà più impellente e portata dai cambiamenti climatici». Consistente la presenza dei ministri: Roberto Gualtieri, Nunzia Catalfo, Dario Franceschini, Paola Pisano, Francesco Boccia, Giuseppe Provenzano. A Piacenza intanto, a bocce ferme si danno i voti anche ai ministri presenti all’incontro di Poste italiane. «Li aspettiamo al varco». È il sentire raccolto quanto riguarda Poste italiane. I ministri? Li marcheremo a vista - dice Roberto Pasquali (Bobbio). Sui segretari comunali bisogna agire subito ce ne sono 6 e vengono chiamati da 46 comuni». Anche Piero Rebolini (Zerba) si associa: «Se si sciogliesse questo nodo - dice - sarebbe un fatto positivo. Ora si fissano i consigli comunali nel giorno in cui il segretario che ci assiste è libero». A preoccupare Zerba è un altro tipo di isolamento, quello telefonico («Il problema è soprattutto nelle frazioni»). E la pianura non sta meglio. Maria Rosa Zilli (Cortemaggiore) «nella frazione di Chiavenna un’area completamente in zona d’ombra. Sono anni che lo segnaliamo, ma fino ad ora nessuna soluzione». E che dire di Travo? «Da noi ci sono tante aree bianche senza copertura telefonica. Il digitale si sta arricchendo della banda larga - dice Lodovico Albasi - ma per i telefoni è un disastro, ci vuole un intervento sui gestori: il servizio è servizio e deve essere garantito. Anche le zone poco remunerative devono entrare nel pacchetto. A questo ha fatto cenno il ministro Boccia. Si vedrà. Comunque se si vuole dare rilancio a piccoli centri, si devono dare risposte concrete e servizi. Franco Albertini (Alta Valtidone) è l’unico sindaco di un’istituzione frutto di fusione. «Ai piccoli comuni - spiega - servono risorse e le Unioni, si è visto, non sono la risposta. Credo che la spinta primaria per un amministratore sia garantire i servizi essenziali, se non lo fai allora viene meno il senso stesso del ruolo». Il digitale? In Alta Valtidone non è un problema: «Ci ho creduto subito e ho investito su questo già nel 2008 e ora sta arrivando anche Open fiber che porta fibra ottica utilizzando la linea aerea di Telecom ». Eppure i borghi sono «l’ossatura del paese» e, a detta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, «rappresentano la peculiarità e la specificità di questo Paese che nessuno potrà mai copiare». Antonio Decaro (Anci) ha avvertito: «Vivono il loro ruolo nella completa solitudine e impotenza». Da qui la richiesta puntuale rivolta al Governo: «Sostegno alla proposta di legge “Liberiamo i sindaci” in audizione alla Camere in questi giorni». E che dire della volontarietà con cui i sindaci esercitano il loro mandato? «Rispetto a un’in dennità ridicola sarebbe tante volte meglio una pacca sulla spalla». Serve un’indennità di responsabilità mensile di 1.500 euro: «È necessario che il Paese riconosca e valorizzi l’impegno dei sindaci per le loro comunità». Avanti così non si troveranno più persone disposte a mettersi in gioco. La situazione non è rosea se nella scorsa tornata elettorale in 9 comuni italiani non si è trovato chi volesse fare il sindaco, per tacere delle tante realtà in cui si è presentata una sola lista. «Abbiamo il dovere di dare cuore e risorse ai sindaci dei paesi». E che dire della mancanza di segretari comunali? Anche questa una questione enorme sul tappeto.

(Articolo tratto dal N° 37 del 14/11/2019 del settimanale “La Trebbia”)
 

 

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