La Regione Emilia Romagna approvala riduzione IRAP per la montagna PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 01 Agosto 2019 00:00

Montagna

Taglio dell’Irap per dodici comuni montani piacentini. Vinta la battaglia per avere quella che Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e rappresentante dei piccoli comuni in seno all’Anci, definisce una «fiscalità di vantaggio per chi vive in aree svantaggiate e marginali». Il consiglio regionale ha dato il via libera all’unanimità alla proposta di ridurre l’imposta regionale sulle attività produttive per imprese, commercianti e artigiani che operano in alcuni dei 97 comuni classificati come totalmente montani dell’Emilia Romagna. I territori piacentini che godranno di questa agevolazione sono quelli di Bettola, Bobbio, Cerignale, Coli, Cortebrugnatella, Farini, Ferriere, Morfasso, Zerba, Ottone, più Pontedellolio e Vernasca (ricompresi gli ultimi due perché considerati in posizione di svantaggio rispetto all’accessibilità ai servizi). A beneficiarne sarà chi paga un’Irap che non supera i 5mila euro e quindi, in buona sostanza, tutti i piccoli artigiani, imprese medio piccole, commercianti e liberi professionisti che, nonostante le oggettive difficoltà, tengono duro e contribuiscono con la loro presenza a mantenere viva la montagna. L’anno di riferimento è il 2017. Ogni impresa vedrà coperto il 100% dell’Irap fino a mille euro. Sulla parte restante, fino a 5 mila euro, verrà rimborsato il 50%. Il rimborso sarà riconosciuto tramite un credito di imposta fino ad un massimo di 3 mila euro. In pratica, un piccolo artigiano che deve pagare mille euro di Irap non pagherà nulla, mentre un artigiano che deve pagare 5mila euro di Irap si vedrà rimborsare i primi mille euro e poi altri duemila euro per un totale di 3 mila euro. Il credito verrà raddoppiato, e quindi fino a 6 mila euro, per chi ha un esercizio polifunzionale (i classici negozi unici presenti nei piccoli comuni montani), le start up (generalmente avviate da giovani), e le attività slot free. Entro settembre uscirà un bando a cui si potrà aderire on line. I dati denunciati quest’anno faranno fede per l’ottenimento del credito di imposta per i prossimi tre anni. Infine le aziende nate dopo il 1 gennaio 2018 potranno ottenere un contributo secco di mille euro all’anno, che sarà moltiplicato per 3 annualità e concesso con unico atto: 3 mila euro in un’unica soluzione a coprire il triennio, periodo in cui l’imposta può risultare così azzerata. La Regione ha stanziato 36 milioni di euro per coprire il triennio. A beneficiare del taglio si stima possano essere circa 12 mila imprese. «Questa - dice il consigliere regionale del Pd Gianluigi Molinari - è la prima e speriamo non ultima misura di detassazione delle imprese di montagna. Ora vedremo se sarà possibile inserire anche quei comuni che in questa prima tornata non sono stati ricompresi». Il collega del Pd Alessandro Cardinali, relatore della legge, afferma che «il governo non ha accettato un emendamento che avrebbe reso ancora più semplice la presentazione della domanda». E aggiunge: «Ad ogni modo è un provvedimento importante che aiuta nel concreto le piccole attività di montagna e anche le nuove imprese». Per Massimo Castelli «si è aperta una breccia con una legge che per la prima volta va a distinguere la fiscalità in base all’altimetria, graduandola in base al disagio di chi vive in zone dove mediamente per avere gli stessi servizi si paga di più. «Il nove agosto quando il presidente Bonaccini verrà a Cerignale lo nomineremo Amico della Montagna in virtù di questo provvedimento». In una nota Bonaccini e l’assessore alle attività produttive, Palma Costi, affermano: «Tutti parlano di ridurre le tasse, la Regione lo fa nei comuni montani, con una legge che agisce con contributi. Avremmo voluto la semplice e immediata riduzione dell’aliquota Irap, ma il Governo non ha accettato la modifica della norma nazionale che regola la materia. Abbiamo comunque reso concreta una misura senza precedenti».

 (Articolo tratto dal N° 28 del 1/08/2019 del settimanale “La Trebbia”)

 

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