Mezzano Scotti nella storia PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana
Scritto da Rosella Civardi   
Giovedì 25 Ottobre 2018 00:00
Mezzano Scotti nella storia

In occasione della “Giornata Europea del Patrimonio”, voluta dal Consiglio Europeo, l’Associazione Green Butterfly, rappresentata dalla sua Presidente Manuela Bertoncini, proveniente dalla Liguria, ha organizzato un incontro storico-culturale in Mezzano Scotti presso l’antico Monastero di S. Paolo, oggi proprietà privata.
L’Associazione “Green Batterfly”, fondata nel 2012, entra in questo progetto, organizzando iniziative con  Istituzioni, Associazioni, Scuole, per promuovere i luoghi colombaniani ed il Cammino di Colombano.
In una accogliente e splendida cornice, sotto un antico porticato, diversi relatori si sono alternati per raccontare ed analizzare alcuni momenti storici del nostro piccolo borgo. In particolare, attraverso l’avvincente, curiosa, importante relazione dell’Avv. Marco Corradi, di Piacenza, appassionato studioso della storia locale, titolata “La Valle degli Scoti con le proprie origini altomedioevali: globalizzazione ed integrazione ieri e oggi”.
Il suo intervento ci ha portato a vivere uno spezzone della storia medioevale partendo dall’Irlanda dove erano in corso, come in tutta Europa,tentativi di conquiste. Un condottiero irlandese, tale Scoto-Douglas, arrivato in Italia, nella nostra zona, ferito in battaglia, volle essere curato e poi salvato, presso l’antico Monastero di S. Paolo, in Mezzano dove i monaci gestivano l’Ospedale e avevano impostato la coltivazione delle erbe officinali. Si innamorò di una donna piacentina, si stabilì in zona e da lì, ebbe inizio la “stirpe degli Scotti-Anguissola”, cognomi ancora presenti oggi, nella nostra vallata. (Curiosità, a volte contrapposte da fonti più o meno ufficiali!).
La seconda parte della relazione ci ha portato poi a riflettere sulla prima globalizzazione (conosciuta) dell’Europa fino alla caduta dell’Impero Romano. Il periodo storico è quello dell’alto Medio-Evo, 450-500 d.C., l’ImperoRomano evidenziava grandi difficoltà nel mantenere e rafforzare il proprio dominio,  impegnato sul fronte della Persia (oggi Iran), non è in grado di sostenere il fronte a Nord dell’attuale Europa, (Germania, Francia..) tanto che i Barbari (=straniero) invasero parte dell’Impero Romano, e vennero “accolti” dai Romani in quanto rappresentavano nuove forze per gli eserciti.
La seconda relazione è stata presentata da Stefano Longeri, segretario sindacale, scrittore; la sua relazione ci porta al 1800. Per il suo ultimo libro “Il figlioccio della regina” il relatore ha fatto ricerche sulle insorgenze napoleoniche nel territorio piacentino, questa ricerca lo ha condotto ad interessarsi anche dell’incendio di Mezzano Scotti ordinato da Napoleone Bonaparte, nel 1806.
Le “insorgenze” furono ribellioni popolari contro la dominanza straniera napoleonica, ignoratedalla storia per 200 anni circa.
Grazie all’autorevole voce di Paolo Mieli, nel 1999, si iniziò a recuperare questo spezzone di storia italiana. Duecento anni fa migliaia di italiani in armi difesero la Chiesa, la civiltà cristiana contro i princìpi della rivoluzione francese; tante le persone che persero la vita, circa 200.000!
Fu l’inverno del 1805/6 a veder e l’insurrezione antifrancese sulle nostre montagne, mentre la nobiltà e l’alto clero (non i parroci dei tanti villaggi) cercavano di adattarsi al nuovo, il popolo della campagna e della montagna, profondamente religioso,nutriva sentimenti avversi ai francesi. Questi infatti avevano introdotto decreti per sopprimere conventi (21 solo nel Ducato di Parma e Piacenza), introducevano il matrimonio civile, forti inasprimenti fiscali e soprattutto la coscrizione obbligatoria per andare a combattere in tutta Europa. Da Castel San Giovanni al suono delle campane a martello, si estesero a tutte le montagne del piacentino e non. La repressione ordinata da Napoleone fu molto dura; il giorno 12 febbraio 1806, in esecuzione di un suo ordine, veniva emanato il seguente decreto: “Il villaggio di Mezzano nella valle del Trebbia, il primo che ha preso le armi per riprendere l’insurrezione, sarà bruciato per servire d’esempio a “popoli di quei dintorni”. Quattro giorni dopo, il 16 febbraio 1806, un corpo di truppe metteva a fuoco in diversi punti il villaggio: “si viddero in breve tra il fumo e le fiamme, crollare li rustici casolari né più di salvo si vide che la chiesa e l’attigua casa feudale, (di proprietà allora dei Caracciolo)”. Da una testimonianza si evince che 25 furono le case distrutte. Due i sacerdoti fucilati dai francesi quello di Mezzano, Don  Mazzocchi e quello di Ziano.
La relazione si chiude con una proposta da parte del relatore: perché non ricordare, attraverso un cippo, un segno tangibile, i tanti eroi che hanno difeso così strenuamente la nostra terra?
La terza parte dell’incontro ha coinvolto direttamente i nostri giovani studenti, presenti numerosi con le loro insegnanti, per testimoniare quanto siano importanti i rapporti e le relazioni che hanno stabilito con i giovani studenti di Bangor (Irlanda).
La Scuola primaria presso l’Istituto Comprensivo di Bobbio, ha aderito al progetto “Peregrinus” con la collaborazione dell’insegnante Anna Lovari che ha presentato tutto il lavoro, le iniziative svolte dalla scuola per stimolare e favorire rapporti costruttivi e trasversali con gli studenti di Bangor (Irlanda); lo studio del  cammino di Colombano ha permesso una visione ampia,realistica e gioiosa del sentirsi cittadini d’Europa.
Un simpatico rinfresco, con prodotti liguri e locali, ha chiuso un incontro denso di storia, di riflessioni e di una assunzione di responsabilità sociale che dovrebbe essere di ognuno di noi se vogliamo lasciare ai nostri giovani un mondo migliore.
Un grazie ad Isella Follini che ci ha accolto nel suo “villaggio” così curato ed accogliente.

Rosella Civardi

(Articolo tratto dal N° 34 del 25/10/2018 del settimanale “La Trebbia”) (Fotografia di Paolo Guglielmetti)

 

 

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