| Pesanti danni nei campi provocati dai cinghiali |
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| Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana | |||
| Scritto da Elisa Malacalza | |||
| Giovedì 20 Ottobre 2011 00:00 | |||
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I cinghiali devastano i campi di "Ca' del griso", lungo la provinciale del Penice, l'ennesima frazione di Bobbio minacciata da quella che negli ultimi tempi è diventata una storia infinita. La sfilza dei danni da cinghiali, infatti, è interminabile. Dopo la pesantissima perdita di uva subita dal vicesindaco Michele Frassinelli e dopo le tante lamentele alzate da Coli, anche questi agricoltori bobbiesi sono arrivati a contare fino alla terza semina consecutiva "perduta". L'assessore provinciale Filippo Pozzi invita gli Atc a stringere ancora di più il rapporto con gli agricoltori. «È necessaria una forte collaborazione e la messa a disposizione di tutti gli strumenti di prevenzione possibile, è diventato davvero difficile riuscire a monitorare questi branchi di animali», commenta l'assessore da corso Garibaldi. «Da ormai due anni semino con la certezza di dover rifare tutto, perché una volta sola non basta. I miei campi sembrano arati, in realtà sono solo devastati dal passaggio dei cinghiali. Ancora una volta mi hanno distrutto tutto, non ne possiamo più. Quello che accade a me capita anche a tutti i miei vicini di casa, siamo agricoltori e non riusciamo a fare il nostro lavoro. L'ultimo danno ammonta a 3mila euro, causato da una sola notte di incursione dei cinghiali - spiega un giovane bobbiese che ha scommesso tanto sulla sua attività - ma è davvero dura fare i conti con lo sconforto causato dai danni continui di questi animali. Ripagare il danno? No, mi hanno solo detto che sarò rimborsato della semente usata, per un totale di circa 300 euro, se siamo fortunati saranno 400. Ma non si tiene conto del lavoro speso, del costo degli attrezzi, della perdita del prodotto. Ora non si può più seminare, è tutto rimandato alla primavera. Morale, un raccolto è completamente perduto».
Il gruppo di agricoltori della frazione ha chiamato più volte l'Atc di Bobbio. «Questi animali si moltiplicano molto rapidamente, sono più loro di noi, ormai. Io sono giovane, posso contare anche su altre prospettive lavorative - precisa il ragazzo - ma c'è chi scommette tutto su questi campi, così come ci sono agricoltori più anziani che non ne possono più di dover seminare per poi ricominciare tutto da capo, senza alcuna soddisfazione ma solo tanta frustrazione». (Articolo tratto dal N° 36 del 20/10/2011 del settimanale “La Trebbia”)
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