Via degli Abati, pronta la mappa PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana
Scritto da Cristian Brusamonti   
Giovedì 30 Giugno 2011 00:00

Da Bobbio a Pontremoli - a farla in macchina - ci vuole poco più di due ore. Per chi, invece, vuole farcela a piedi, in Provincia è stata presentata la prima cartoguida sulla "Via degli Abati", che collega l'Emilia alla Toscana per 125 chilometri. Un'opera fondamentale, sia per la fruizione del tratto sterrato da parte dei pellegrini verso Roma, sia per i partecipanti alla famosa marcia Abbot's Way. La definizione del sentiero è stata possibile grazie alla collaborazione di una équipe formata da storici e cartografi in collaborazione con l'istituto Tramello - i ragazzi hanno studiato il tratto fino a Bardi con il prof. Schiavi -, il Cai, le Province di Piacenza, Parma e La Spezia, i Comuni toccati dal circuito, le Comunità montane e Soprip. pensavano solo allaFrancigena - dice lo storico Giovanni Magistretti -. Fondamentale per la sua ricostruzione è stata l'analisi del codice diplomatico conservato nel monastero di Bobbio». Un primo banco di prova per la via potrebbe essere il Primo maggio, con la terza Giornata nazionale dei cammini francigeni. «Andare a piedi favorisce l'approccio diretto ai luoghi: più si cammina su una via, più questa diventa viva», spiega Ambra Garancini della "Rete dei Cammini francigeni". «Tramite il nostro Gal si investe sul territorio con risorse europee - aggiunge il presidente di Soprip Alessandro Cardinali -. La strada potrà essere un modo per valutare nuove necessità da inserire nel Piano di sviluppo rurale; inoltre è stata inserita nei Cammini d'Europa (Gei): questo permetterà una sua diffusione in cataloghi appositi e nelle fiere di settore».

LA MARCIA L'ultramaratona si è tenuta dal 30 aprile al 1 maggio. «La partenza alle 5.30 da Pontremoli, per arrivare a Bobbio (per i più veloci) nel tardo pomeriggio, ma si è proseguito per tutta la notte. Gli iscritti erano 330, di cui 200 hanno affrontato la tappa unica (tutto il percorso in una volta sola) mentre i restanti si suddividevano tra il twin team (cioè una staffetta tra due parteci­panti) e la tappa doppia (con sosta a Bardi)». Si calcola che, nel 2010, circa un migliaio di persone siano passate sulla via in concomitanza con la gara.

LA MANUTENZIONE Non trattandosi di una strada normalmente percorsa, la Via degli Abati necessita di essere mantenuta attiva e curata. A partire dalla regimazione di alcuni torrenti, come hanno indicato i responsabili del Cai, che non permettono il transito in alcuni periodi dell'anno; lo stesso vale per il guado del Nure, non sempre praticabile (ma la mappa ìndica percorsi alternaere controproducente», chiosa Massimo Castelli (Comunità montana).
 

Cristian Brusamonti
 

(Articolo tratto dal N°  25 del 30/06/2011 del settimanale “La Trebbia”)

 

 

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