Alta Val Trebbia a rischio deserto PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana
Scritto da Elisa Malacalza   
Giovedì 07 Aprile 2011 00:00

"No tube"? No, "No tutt". Di fronte a una Valtrebbia arrivata al "bivio", con Ottone destinato a spopolarsi entro i prossimi dieci anni, è Roberto Lucà dell'associazione XX Aprile a cominciare a mettersi di traverso sotto il monito tranciante "No tutt" finché non si vedrà un progetto di sviluppo serio per le aree decentrate di montagna.

Contro tutto. Lo fa durante la conferenza stampa di presentazione di un summit dai nomi importanti, dal segretario generale dell'autorità di bacino Francesco Fuma al docente di analisi delle politiche pubbliche Giancarlo Vecchi, del Politecnico di Milano. Una tavola organizzata prevista per sabato alle 15 nel salone parrocchiale. Invitati tutti i sindaci, la Provincia e la Regione, con l'assessore Sabrina Freda. Tra le proposte sul tavolo, organizzato da No tube, Legambiente, XXV Aprile, La goccia e Fipsas, spicca quella dell'avvocato e docente universitario Umberto Fantigrossi di inserire l'alta Valtrebbia nelle denominazioni di "patrimonio dell'umanità". L'evento è stato presentato, oltre che da Lucà, da Gianmarco Rancati di No tube e Leo Bolliger de La goccia ed è la terza puntata dell'osservatorio permanente, organizzato a settembre a Ottobre e a gennaio a Bobbio. «C'è chi parla di tirar su quattro dighe in Val Trebbia - ha esordito Rancati - e il progetto di una centralina idroelettrica sul Gramizzola, nel Comune di Ottone, non è ancora stato respinto.

Sappiamo che chi dice "no" a tutto finisce in un angolino, ma noi vogliamo dialogare con chi studia questi problemi per garantire uno sviluppo alla valle che non passi necessariamente attraverso questi massacro. Anche perché la valle si sta spopolando. «Direi piuttosto che la valle è in agonia - ha continuato Lucà - e presto sarà sottoposta a ricatti di ordine imprenditoriale. La diagnosi è chiara: Ottone ha 400 abitanti, ci sono 40 decessi all'anno. È facile intuire che entro dieci anni Ottone sparirà. Il turismo non arriva sotto a una pala eolica. Per questo diciamo "no" a tutto finché non saremo ascoltati seriamente: è impensabile che sia stato il comitato "No tube" a informare i cittadini di Ottone del fatto che il loro fiume potesse essere intubato». «I nostri sì - ha concluso Bolliger - saranno quelli destinati a sollecitare gli
amministratori, come abbiamo fatto con la richiesta di potenziamento del servizio pediatrico a Bobbio e come faremo con i servizi di trasporto locale». Giancarlo Vecchi interverrà sul tema "Come possono convivere l'economia e la salvaguardia dell'ambiente in montagna? ", Francesco Puma parlerà de "I processi di partecipazione nell'attuazione del Piano di gestione delle Acque", Umberto Fantigrossi proporrà "L'alta Val Trebbia Patrimonio dell'Umanità", Fabrizio Binelli di Legambiente affronterà la questione del fronte dighe, centrali idroelettriche, captazioni di acque, Silvana Allestì, associazione La Goccia, analizzerà i servizi che ci sono in Valtrebbia e quelli mancanti. Infine, Roberto Lucà concluderà il giro di interventi con la domanda "L'Alta Val Trebbia, spopolamento o investimento sul futuro?"

 

Elisa Malacalza

(Articolo tratto dal N° 14 del 07/04/2011 del settimanale “La Trebbia”)

 

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