| Ecco l'elefante di Annibale |
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| Rassegna stampa - Val Trebbia emiliana | |||||
| Scritto da La Libertà | |||||
| Mercoledì 29 Settembre 2010 00:00 | |||||
Per l'elefante guerriero, Guglielmetti ha pensato anche a un nome, Sorus, e a una precisa funzione: "E' la sentinella a protezione della Valtrebbia. Percorrendo la statale 45, la si incontra tra Marsaglia e Ponte Lenzino. a monte della confluenza tra Trebbia e Aveto, che si intravede al di là della testa dell'animale. Nella prima foto che ho scattato, il grigio della roccia rendeva in modo molto realistico la pelle dell'elefante.
Due settimane dopo, il versante era diventalo tutto verde, ma Sorus, una volta identificato, è rimasto chiaramente distinguibile". Guglielmetti ha condiviso la sua scoperta con Marchetti e altri amici, ha portato l'immagine nelle scuole. "Penso potrebbero esserci interessanti applicazioni nella didattica, per introdurre a tematiche storiche e scientifiche attraverso il gioco delle associazioni mentali, ma soprattutto Sorus potrebbe trasformarsi in un'ulteriore attrattiva turistica della Valtrebbia". Tra le idee suggerite da Guglielmetti. c'è l'istituzione di un "Hannibal point", un angolo dedicato ad Annibale con una stele recante le informazioni fondamentali sulla configurazione geologica di questo tratto della vallata e sullo scontro avvenuto tra Rivergaro e Rivalta più di duemila anni fa. -Si potrebbe collocare un cannocchiale, per far apprezzare meglio i dettagli del luogo, e posizionare la segnaletica per invitare a percorre questa parte di strada ad andatura ridotta per tre curve, cosi da permettere ai gitanti di usufruire senza problemi della giusta visuale. Oltretutto potrebbe diventare un deterrente all'alta velocità delle moto, che rimane un grave problema per la statale 45". Per evidenziare meglio la presenza di Sorus, Guglielmetti ha inoltre lanciato la proposta di collocare un grande occhio a parabola nel bosco, "della grandezza sufficiente a rendere visibile a tutti l'elefante, la cui immagine diventerebbe così un'opera d'arte". Progetti che - evidenzia il fotografo piacentino - devono però godere della massima condivisione della popolazione. "Per adesso, da persona sensibile alla salvaguardia del Trebbia, mi piacerebbe che a Sorus venisse riconosciuto il ruolo di testimonial della vallata e di tutore a protezione delle acque del fiume, senza alcun spirito integralista, nel rispetto sia delle attività umane che dell'ambiente".
(Articolo tratto da “La Libertà” luglio 2009)
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Settembre 2010 14:22 |




