Propata, dove fioriscono i candidati PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Propata
Scritto da Il Secolo XIX   
Lunedì 18 Aprile 2011 00:00
Panorama di Propata

Ma cosa c'è a Propata, Alta val Trebbia per la toponomastica, tale da attrarre sei liste elettorali con 53 candidati su 167 residenti anagrafici (30 sono gli elettori che vivono all'estero, in Argentina), ma solo 15 realmente abitanti "lì" tutto l'anno?
«Cosa c'è qui? L'aria buona e l'ambiente splendido, ma soprattutto voglia di esserci e di lavorare. Guardi, le spieghiamo il mistero...», chiosano Mariangela Muzio e Simonetta Muzio con il marito Mauro Casazza: «Di "indigeni" nelle quattro liste foreste ce ne sono pochi. Quelli di "qui" o che lavorano a Genova, ma che sono davvero di Propata, sono nelle due liste solite». Mariangela (farmacista a Genova), Simonetta e Mauro sono una pagina della "tribù" dell"'Albergo ristorante da Paulin": «C'erano i nonni, ci siamo noi. Ma non è facile...». Però sono rimasti e continuano a provarci «perché non diventi tutto un paese di fantasmi».

Panorama di Propata
Le 'liste solite" sono quelle di Rinnoviamo La Vallata (otto candidati, capolista-candidato sindaco Claudio  Avanzino 47 anni, geometra) che l'annuario dei comuni classifica come lista civica di centro destra e Insieme per Propata (10 in lista con il candidato sindaco Renato Cogorno, 60 anni, ingegnere, e la sindaco uscente Sandra Della Rovere ), lista civica di centro sinistra. «Ma la politica conta poco, ciascuno ha le proprie idee, ma qui scegliamo guardando alla "persona" e alla voglia di fare qualcosa».
Eh sì, perché a quota mille metri, a un'ora e mezza dalla costa, neve d'inverno, o si sceglie di salire da pensionati come Raffaele Gargiulo e la moglie (lui ex autista di filobus e tram, inventò l'hot dog all'italiana con un pane ad hoc, per il Baretto di Mario all'angolo di via San Vincenzo a Genova) o di rimanerci tutto l'anno «anche quando siamo in quindici, come d'inverno con la neve» come spiega Giacomo Muzio, classe '39, dal bancone del suo albergo ristorante "Da Berto" della frazione di Caprile. Sei liste, 53 candidati, più dei residenti stanziali. «Qui da guadagnare in carriera o altro c'è ben poco, anzi nulla, solo problemi e, spesso, l'impotenza di non potere fare quello che si vorrebbe per il paese. I tagli, i mezzi ridotti: 200-250mila euro di bilancio sono quelli di un condominio» spiega Angelo Danilo Ingolotti, assessore uscente. Diamo un'occhiata alle sei liste. Nelle due "solite" sono tutti indigeni o quasi. I due candidati sindaco Avanzino e Cogorno lavorano a Genova, ma sono consiglieri uscenti e di casa a Propata. Ma allora, i "Comunisti dell'Alta Val Trebbia per Propata"? E la Lista Civica Destra in Valle? O l'Unione democratica consumatori pensionati? Cosa c'entrano con Propata?
Teresa Caminata, memoria storica del paese, se ne è andata a 104 anni, giusto il tempo per dare una mano a don Pietro Cazzulo (parroco a "scavalco" iperattivo, 9 parrocchie da seguire lassù in valle) a scrivere un libro su Propata. La figlia Maria Luisa Stramagli spiega: «Chi rimane merita un monumento, chi viene pure, chi si fa carico di stare in comune anche. C'era la Coop di quelli di Torriglia, l'hanno chiusa. A chi vorrebbe fare mettono troppe difficoltà». Mariangela Muzio conferma: «È vero, se lei avvia qualcosa, gli studi di settore sono gli stessi di Portofino...». Chi conoscete di quelle "altre" quattro liste ? «Pochi, ho visto quello della Lega (Antonio Censi, candidato sindaco, ndr), ma non ne conosciamo altri», spiega Ingolotti. Gli altri leggono i nomi e scuotono il campo: «Sconosciuti». Pochi mezzi e molte idee che, con sacrifici, però funzionano. Come quella di "Mario" Traverso e Marco Bruzzone della Coop agricola Propata. La "stalla" come dicono   in   paese: «Duecento   animali da "carne", vitelli ma non di quelli che stanno con una lampadina accesa tutto il giorno sulla testa». La primavera "frizza" e loro sono già fuori al pascolo, «sino ad autunno inoltrato se non nevica». «Io ho fatto dieci anni il macellaio, poi altri ai macelli di Genova come commerciante, adesso siamo qui». C'è la figlia Simonetta. Contenta? «Lei si, il marito un po' meno - sorride Traverso-i bimbi però si stanno affezionando...». D'estate, negli anni buoni qui arrivavano le famiglie al completo, tre mesi, pensione, gioco, vacanza Ora è diverso, un mese, una settimana, nonni con i nipotini. Però i due alberghi non mollano. Propata un paese per vecchi? Non proprio. L'età media dal 2007 è scesa di due anni (oggi è di 51,5 anni), il tasso di natalità (2009) è del 18,1. I bimbi ci sono. Al mattino lo scuola bus passa a prenderli, scuola e asilo sono a Torriglia. Sino alle medie, poi si scende verso Genova. Ma quelle sei liste. «Vorranno fare vedere ai loro partiti che si danno da fare, l'altra volta erano cinque» prova a analizzare Ingolotti. Nemmeno la proposta della "zona franca" per la Valle sbandierata dalla Lega, convince o affascina: «Semmai facciano funzionare davvero il parco dell'Antola, non taglino i fondi». Le "seilistesei" però hanno fatto notizia: «Dai, si parlerà di noi».


In trattoria si fa la conta di chi resta, lo zio partigiano di Nanni Moretti riposa qui

«Io sono nato in quella clinica lì...» dice indicando con il dito una vecchia veranda. Clinica? «22 giugno del '39, c'era un medico, forse o una levatrice... Era una trattoria...». Giacomo Muzio, titolare dell'albergo ristorante da Berto nella frazione di Caprile si asciugale mani. E fa i conti: «dunque ci siamo noi 4, ...loro son tre, sotto vivono tre... Quindici, quindici che ci siamo sempre, aperti anche quando c'è la neve, tutto l'anno».
Ci sono dei bambini, arriva la figlia Emanuela che lavora con lui: «vorrebbero vedere i maiali e le galline». Bimbi di città, animali (veri) di campagna. «E sì perchè noi ci "facciamo anche il maiale"» spiega Giacomo Muzio. Lì in inverno sono pochi: «quello passato è stata una mazzata, non ne ricordavo uno così». Loro "quindici" ci sono sempre.

Giacomo Muzio
Giacomo Muzio
«A due passi c'è il parco dell'Antola che è nel nostro comune, laggiù il lago del Brugneto che ci porta via l'acqua e ci ha anche un po' cambiato il clima. Il parco servirebbe, ma parlano molto, poi... E pensare che è nel nostro territorio...».
Angelo Danilo Ingolotti, assessore uscente, ascolta. Lui ha lavorato una vita a Genova - «ero un grafico» - poi è tornato "su". Storie di anni. Muzio, che ne pensa delle sei liste? «Le altre quattro non so chi siano, le due di qui ci si conosce, si votano le persone».
Un caso (sei liste) che fa parlare di un paese. Che racconta storie di sé quasi con pudore. Ingolotti ne è l'icona: «abbiamo un..., un museo, detto con un po' di fantasia, partigiano. Vengono molte scuole, questa zona è stata teatro di molta storia delle liberazione». E tra chi ha combattuto e perso la vita c'era Mario Moretti. Lo zio di Nanni Moretti, il regista attore. «Due anni fa pensai ad una bufala» ricorda Ingolotti. Era arrivata una mail in Comune, da San Francisco. Era uno dei nipoti e fratello di Nanni, Mario Moretti che aveva scoperto l'esistenza di quel museo e che Propata era il luogo dove lo zio Mario venne fucilato dai nazifascisti. «Lui venne in Italia, a Torino. Io gli scrissi "quando è qui si faccia sentire che le dico come arrivare"». Moretti (Mario jr) arrivò.

Marcello Zinola ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

(Articoli tratti da Il Secolo XIX del 18/04/2011)

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 11:12
 

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