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La
Quarantina bianca genovese è la più
nota, per diffusione e bontà, tra le patate
tradizionali della montagna genovese. Le testimonianze
sulla sua origine rimandano fino agli anni 1880, ma
le sue caratteristiche corrispondono a quelle di una
varietà conosciuta già a fine Settecento,
quando iniziò la coltivazione della patata
in Liguria.
Malgrado il nome (quarantina ricorda il periodo breve
di 40 giorni) è una varietà semiprecoce,
di media conservabilità, adatta ai terreni
sabbiosi di montagna; i tuberi sono tondeggianti e
irregolari, con gemme medio-profonde e con sfumature
rosa alla base delle gemme; il colore della buccia
è chiaro, la pasta è bianca, di tessitura
fine e compatta, i fiori sono bianchi. Di sapore eccellente,
è adatta per tutti gli usi di cucina, ottima
per gnocchi oppure unita allo stoccafisso in umido
o con le trenette al pesto.
Coltivata in tutto l’entroterra di Genova e
del Tigullio, era nota con diversi nomi locali fra
i quali i più comuni erano: Bianca di Torriglia,
Bianca di Montoggio, Bianca di Reppia o, più
diffusamente, Quarantina.
Il recupero della Quarantina è iniziato nel
1996 quando la varietà, ormai degenerata e
poco produttiva, veniva prodotta da poche decine di
coltivatori, solo per uso domestico ed era ormai sul
punto di scomparire.
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