Il presepe di Pentema

Il pastore

Il pastore

Il presepe di Pentema

Il falegname

L'arredo della casa veniva costruito quasi esclusivamente in paese utilizzando legno di castagno. Si costruivano banchè, cascette, banche, meise, vascellee, letti e quant'altro occorresse.
Il falegname

Il presepe di Pentema

Provvista della legna

La provvista della legna era una attività molto importante: serviva per riscaldare la casa e per la cottura dei cibi. La legna era tagliata a mano, trasportata a spalle o a dorso di mulo e teneva occupati tutto l'inverno.
Provvista della legna

Il presepe di Pentema

L'ortolana

Ogni casa aveva un piccolo orto per coltivare le verdure per l'uso quotidiano. Insalata e fagiolini, zucche e zucchine, aglio e cipolle, cavoli e carote, prezzemolo e l'immancabile basilico erano sempre presenti.
L'ortolana

Il presepe di Pentema

Il bucato

Il bucato veniva messo in ammollo nella liscivia dopodichè ci voleva "olio di gomito ai trogoli per risciacquare. Per dare splendore ai panni si usava il "turchinetto" ma se il lavaggio non era stato perfetto il colore, ahimè, era del pigöggiu
Il bucato

Il presepe di Pentema

Bansigu

Uno dei pochi e semplici divertimenti dei piccoli.
Bansigu

Il presepe di Pentema

Megun "Il medicone"

Il "medicone di Pentema" aveva trascorso una vita avventurosa in Inghilterra e America del Sud. Era tornato in paese con un bagaglio di cognizioni empiriche che, accompagnate da predisposizione naturale e da doti carismatiche, gli permisero di operare guarigioni fornendo intrugli, erbe e formule magiche.
Megun

Il presepe di Pentema

Il seccareccio

La castagna era uno degli alimenti più importanti per la gente dei monti e veniva consumata in tutte le stagioni. Doveva quindi essere ben conservata. Dopo la raccolta le castagne venivano stese nel seccareccio sotto il tetto e un fuoco continuo, acceso nel locale sottostante, le faceva lentamente seccare.
Il seccareccio

Il presepe di Pentema

La lavorazione delle castagne

Per sbucciarle, le castagne venivano poste in sacchi di tela battuti contro un ceppo e per separare le bucce frantumate dal frutto venivano infine vallate col ventilabro
La lavorazione delle castagne

Il presepe di Pentema

Scorcio del presepe

Scorcio del presepe

Il presepe di Pentema

La scuola

Con il Regno d'Italia fu istituita la scuola pubblica e da allora fino al 1966 l'insegnamento fu tenuto da maestre che venivano a risiedere in paese. Il locale è una ricostruzione mentre i banchi e alcuni arredi sono gli originali dell'ultima scuola

La scuola

Il presepe di Pentema

Scorcio del presepe

Scorcio del presepe

Il presepe di Pentema

L'osteria

L'osteria era il locale di ritrovo degli uomini che alla sera si riunivano per bere o per giocare a scopone o, specialmente nei giorni di festa, quando il vino era più abbondante, per cantare e giocare alla "mùra" (morra). L'osteria

Il presepe di Pentema

L'osteria

Fino all'inizio del secolo la popolazione era numerosa e le osterie in paese erano cinque. Alcune avevano la locanda per i mulattieri in transito.
L'osteria

Il presepe di Pentema

La bottega

Nel paese c'erano diverse botteghe: tre fino a dopoguerra, poi due e una sola fino al 1986. Si vendeva un pò di tutto: zucchero e pasta, olio e sapone, sigari e tabacco, pettini e casseruole di terracotta, fili e bottoni e, per la gioia del palato, anche i famosi canestrelli di Torriglia. La bottega

Il presepe di Pentema

La veglia contadina

La coltivazione del granturco era molto importante perchè la polenta era un alimento quasi quotidiano. A settembre, dopo il raccolto e dopo essere state arsuie al sole, le pannocchie venivano aperte e sgranate. Lo si faceva di sera durante la veglia così il lavoro diventava un allegro momento di ritrovo tra le famiglie per chiacchierare e raccontare fatti, avvenimenti e favole del passato. Alcuni contadini della valle, suonando i loro strumenti, trasformavano le veglie in occasioni di festa. La veglia contadina

Il presepe di Pentema

La sgranatura delle pannocchie di granturco

La sgranatura delle pannocchie di granturco

Il presepe di Pentema

La carbonaia

Il carbone di legna, oltre alla legna stessa, ha rappresentato in passato un combustibile molto importante sia nei paesi sia nelle città e una fonte di reddito per chi lo produceva. Il carbone veniva ottenuto formando una catasta di legna a forma di cupola, con i pezzi opportunamente disposti e ricoperti di terra: la carbonaia. Dopo l'accensione, al suo interno avveniva una lentissima combustione senza fiamma. In circa dieci giorni il legname, per lo più rovere, frassino e carpino, era diventato carbone. La carbonaia veniva fatta nei boschi, in piazzuole opportunamente preparate. La carbonaia

Il presepe di Pentema

La stalla

La stalla

Il presepe di Pentema

La stalla

La stalla