Elisabetta Robert Castagnola PDF Stampa E-mail

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Val Trebbia di oggi - Poesie sulla Val Trebbia
Scritto da Elisabetta Robert Castagnola   
Venerdì 06 Febbraio 2009 06:42
Elisabetta Robert
Elisabetta Robert, nata a Genova il 20 luglio 1960 e laureata in lettere moderne, ha lavorato nelle biblioteche e nel giornalismo.
Oggi opera nel settore della Bioetica presso l’Istituto Nazionale per la ricerca sul cancro di Genova.
Tra i suoi “amori”: la Liguria, il mare, gli animali e la fotografia. Autrice di libri di poesie “Vivere significa” (1993), “Ritagli di cielo” (1996), “Verde speranza” (1997) e “Nuvole tra gli ulivi” (2004), ha ottenuto riconoscimenti nell’ambito di concorsi letterari quali Primo Premio Nazionale Le Caravelle, Premio Internazionale di Poesia Cinque Terre, Premio Nazionale Cesare Pavese, Premio Città di La Spezia, Premio Portovenere e Val di Magra, Ignazio Silone, Premio Le Stelle, Niccolò Barbino, Gran Premio Terra di Liguria, Primo Premio Assoluto Internazionale Il Cortile, Premio Speciale Luigi Cardiano.
Le sue liriche sono state oggetto di traduzione in inglese e tedesco, di letture in ambito accademico e scolastico.


Danza di falce

Tic, tic, tic,
tic, tic, tic
cadenzato ritmo
di martelli contadini
che battevano lame,
affilando falci.

Un rito tribale,
un suono che accompagnò
la mia infanzia a Fallarosa.

Negli angoli ombrosi,
sotto i noccioli
o davanti agli usci,
uomini con mani ruvide e
dai rari sorrisi,
lavoravano lune d'argento
per recidere l'erba.

Quasi una danza guerriera
da ballare a piedi nudi sull'aia:
tic, tic, tic, tic, tic, tic.

Palpito di cuore...

Trasformare in note
un rumore che ora
non si sente più

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Pentema

Per le strette vie
incontri
volti antichi
nel borgo ligure
dove ogni anno Cristo rinasce.
Una grotta
sotto il cielo azzurro
e la nostra vita
resta avvolta nel manto di Maria.
Pentema,
illuminata di notte
da stelle raccolte sul monte.
Pentema,
a volte scende una lacrima
da qualche vecchio cuore:
un ricordo, i prati puliti
ed il canto mattutino
del gallo nel sole che sorge.
Forse
amare questa terra
aspra e gentile,
significa
riempire
di fiori la primavera,
significa
permettere all’Uomo
di rinnovare un Miracolo.

Elisabetta Robert Castagnola

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Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Febbraio 2009 10:00
 

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