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Val Trebbia di oggi - Poesie sulla Val Trebbia
Scritto da Franca Oberti   
Venerdì 06 Febbraio 2009 06:40
Franca Oberti è nata a Genova il 21 Novembre 1952, vive ad Arlate di Calco LC, paese del quale è Vice-sindaco.
Sposata e madre di due figli, attualmente è casalinga (per scelta), ha numerosi hobby tra i quali scrivere. Ha vinto numerosi concorsi letterari spaziando dalla fiaba al romanzo, dal racconto alla poesia (anche in dialetto genovese). Ama a tal punto la natura da intitolare ogni silloge di poesie con il nome di un fiore. E' stato proprio l'amore per la natura e per le nostre valli che l'ha portata a visitare il nostro sito e indurla ad offrirci le quattro bellissime poesie che abbiamo pubblicato. 

Trebbia

Parlami ancora, fiume
raccontami ora,
dei secoli passati,
di quando rigiutasti
le guerre e le battaglie.
Di quando con le piene
rivelasti il tuo furore
e del terrore
che spesso ti riserva l'uomo.
Confidati con me,
lo so che la tua ira
è solo una difesa.
Capisco i tuoi timori,
sento la tua paura.
Ma continua così,
seminando il tuo ardore,
difendi la tua vita
con impeto e rumore.
Accetta la tua sposa,
se dal cielo scende,
e unisciti a lei
col solito clamore.



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Appennino

Cascate di latte
dai fianchi dei monti
svelano cascine
ancora addormentate.
Sui vetri fumosi,
di finestre opache,
primi raggi di sole
alternano le braci
dei camini già spenti.
Nuvole di cotone
sugli alti picchi,
velieri fantasmi,
viaggiatori eterni
del tempo.
Rintocchi di campane
svelano anime
avvolte ancora
nell'illusione
di un sogno.



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Sul fiume Trebbia

E quando magica
scende la sera,
tra i massi verdeggianti,
dove l'acqua
trascolora,
ritorna l'antico desiderio
di far parte del fiume.
Come folletto acquatico,
cittadina di un regno
dove le fate
esistono ancora,
dove sogni bambini
risorgono dalle tenebre
di una nuova notte
che avanza.



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A tajà erba

(in dialetto di Sanguineto di Marsaglia)

"Ardì che lampa...
...senta, u tron!"
"L'è u diau
cu batta a donna!"
I dsivan i'ommi
pe das curaggio.
"Curimmo a ca"
piansivan e fioere,
intanto es cruvivo
pe parase i cavei.
E via d'cursa.
E piuviva ancamò
che Dio la mandava.
Quando s'erme a cà
s'erme bagne c'me pulein,
scure c'mi pagni lavè.
Ma s'erme fioere zuvne
ancamò alegre e cuntente
a d'vive in c'la manera lè.



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Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Febbraio 2009 10:00
 

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