| Caterina Repetti Chiaramonte |
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| Val Trebbia di oggi - Poesie sulla Val Trebbia | |||||||||||
| Scritto da Caterina Repetti Chiaramonte | |||||||||||
| Venerdì 06 Febbraio 2009 06:34 | |||||||||||
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Caterina Repetti Chiaramonte di Fontanarossa, purtroppo ci ha lasciato l' 8 Febbraio 2001. Casupole di Val Trebbia - Il ciliegio di Giulio - Il bosco delle fate (filastrocca) Estate a Fontanigorda 1948 - Paese mio Casupole di Val TrebbiaSono a gruppi , si tengono per mano , non si vogliono lasciare. I muri si confondono in un abbraccio ; scomposte dal tempo le tegole dei tetti hanno cambiato colore ; le finestre chiuse , le porte aperte testimoni solitarie d'abbandono , dimenticate dall'uomo che ignora tradizioni , sogni e ricordi. Aleggiano tra i muri sbrecciati fantasmi di un tempo passato , visi cari , fantasmagoriche storie , favole meravigliose ; miriadi di volti si confondono , si perdono nel nulla.
Il ciliegio di Giulio Sui tuoi rami sconnessi, quasi senza vita, maturano ogni anno, alla stessa data, quasi come una tradizione, un messaggio, piccolissimi frutti senza colore, sbiaditi, che nessuno coglie, dimenticati anche dai passerotti, attratti dalle ciliegie rosseggianti tra le fronde verdi di alberi alteri. Come un uomo alla fine del suo cammino sei solo, senza cure, senza amici.
Il bosco delle fate (filastrocca) E' al bosco delle fate che voglio dedicare la poesia che vado a cominciare. Del bosco è difficile scordare quel suo fascino un pò particolare. Grandi alberi adornano i sentieri dai percorsi dolci e massi alteri. Dietro al bell'aspetto naturale si cela quella sua magia fatale. Bambini che andate lì a giocare chiudete gli occhi e provate a immaginare: gnomi, folletti e nani un pò scanzonati alberi, massi, fontane dorati. Fate dai capelli turchini in girotondo che cantano: "Come è bello il mondo!". Bambini continuate a immaginare: andate tutti a festeggiare, nel mezzo del bosco, in un pianoro, c'è una tavola tutta d'oro brindate con folletti e fate mangiate torte dolci e salate. Ma ahimè il sogno è ormai finito sperando di avervi un poco divertito.
Estate a Fontanigorda 1948 Negli orti le lucertole sotto il sole d'agosto, la pioggia improvvisa e violenta sul fieno falciato, le mucche sui prati erbosi spaventate dai lampi accecanti, il pianto dei bimbi sull'aia per un gioco non finito gatti miagolanti nelle notti di luna piena, cori di grilli in concerto illumianato da miriadi di lucciole briciole di tenerezze nelle notti di luna. E' l'estate della mia giovinezza, dei ricordi. E' una favola ormai finita un sogno senza orizzonte un labirinto senza uscita.
Paese mio Rivedo le casupole sbrecciate; i muri stinti, le vigne rampicanti sull'aia i visi della gente dei campi. Ripenso agli anni della mia gioventù ai prati verdi, ai boschi dove il muschio faceva tappeto, alle fontane dove l'acqua dissetava le gole arse per i canti gioiosi dove nei secchi picchiettava argentina. Nulla è rimasto. Erbe e fiori ha distrutto il cemento. La gente si è vestita a festa, non coltiva i campi, non siede più la sera sull'aia e le canzoni più non canta alla luna. Nei boschi sterpi e rovi hanno sfrattato il muschio solo serpi striscianti dimora ne fanno per gli assolati giorni d'estate. Anche l'acqua ha deviato il suo corso, zampilla negli acquai dei condomini non ha più il sapore di un tempo odora di cloro, di progresso, di nuovo, come nuovi sono i sogni dei bimbi.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Febbraio 2009 10:00 |



