A soli 60 km da Genova con un'altitudine
di 1.000 m. s.l.m., circondata dai monti dell'appennino, posta
in una verde conca, si trova Pietranera.
E' un piccolo paese di montagna sovrastato da un gruppo roccioso
di pietra lavica da cui ha origine il suo nome. I casolari,
originariamente rurali, seguono una linea geografica e delineano
la struttura del paese.
Sull'abitato domina il complesso ecclesiale: l'antica chiesetta
con accanto il campanile e la canonica; discostata di poco,
più imponente, la chiesa nuova. E' questa una struttura
a croce greca con cupola ottagonale, opera di fine ottocento.
La gente di allora, comprese donne e bambini, non si risparmiò
pur di realizzare la propria chiesa che aspirava a diventare
parrocchia autonoma.
L'interno, per l'interessamento del parroco di allora, don
G. Pasquali, è stato valorizzato dagli affreschi dei
pittori Galizzi e Monzio Compagnoni di Bergamo. Vi sono venerati
la Madonna delle Grazie, S. Giuseppe e S. Antonio da Padova,
la cui devozione risale al 1300.
Con il passare degli anni, inevitabilmente, la struttura
mostrava i segni del tempo a cui nel passato si è fatto
fronte, ma per
il grave stato di degrado del tetto, nell' autunno del 2004
si prendeva atto che occorreva intervenire con urgenza per
il completo rifacimento della copertura.
Il parroco don G. Cavatorta, ed uno staff di coordinamento
delegato, hanno curato l'aspetto formale ed organizzativo
dell'opera, rivelatasi più complessa e difficoltosa
del previsto, anche per interventi successivamente programmati,
quali il risanamento e la tinteggiatura della facciata.
L'opera si è concretizzata da maggio a ottobre 2005
con le prestazioni delle ditte Croce G. di Ottone per i lavori
di muratura; Cademartiri di Piacenza per la copertura del
tetto e Lombardo di Genova per noleggio e collocazione dei
ponteggi.
Molto soddisfacente il risultato finale e di conforto la garanzia
di durata nel tempo.
La comunità tutta, originari e villeggianti di Pietranera
e di Foppiano, ha sostenuto e contribuito generosamente alla
realizzazione dell'opera. Meritano una citazione Dino Mazzoni
e Carla Poggi per l'impegno personale profuso, a diverso titolo,
nel corso dei lavori.
Che dire? Un'impresa impensabile, ora, che la chiesa ha riacquistato
il suo antico splendore e l'aspetto solenne che le compete...
Così hanno senso e si avverano le parole incise sulla
lapide, posta in fondo alla chiesa, nel giorno della sua consacrazione
"... o dì memorando fomenta nei più tardi
nipoti l'insigne pietà degli avi..."
E' un tassello di storia pietranerese che testimonierà,
per il futuro, l'attaccamento alla propria chiesa, ora, come
nel passato.
D.C.M.
(Questo articolo è stato tratto dal N° 4 del 02/02/06
del settimanale "La Trebbia")
Stampa
questa pagina