L'Alta Val Trebbia ligure
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Entroterra, un "patto" tra diciannove comuni per rilanciare il turismo

Valorizzare le potenzialità turistiche dell'entroterra genovese, valutarne le opportunità di sviluppo, coordinare al meglio idee, progetti e proposte per dare visibilità ai territori: non sono discorsi nuovi, d'accordo, ma nuovo e fortemente propositivo è senza dubbio lo studio - portato avanti da Touring Club Italiano, Provincia e Gal - dedicato alla qualità del territorio e dei servizi turistici in provincia di Genova. Un "piano d'area" - come lo hanno presentato ieri mattina nel salone consiliare della Provincia il direttore del Centro Studi del Tci, Marco Girolami, la presidente del Gal Marisa Bacigalupo e l'assessore provinciale al turismo, Armando Monteverde, che ha applicato il modello di analisi territoriale del Touring in diversi contesti, coinvolgendo 19 comuni dell'hinterland: Campo Ligure, Casella, Cogorno, Crocefìeschi, Fontanigorda, Mele, Mezzanego, Mignanego, Montebruno, Ne, Rezzoaglio, Rovegno, Sant'Olcese, Savignone, Tiglieto, Torriglia, Uscio, Valbrevenna e Vobbia. Ogni località è stata considerata singolarmente, tenendo conto delle risorse e dei servizi presenti attualmente all'interno dei suoi confini territoriali, e analizzando pregi, difetti e potenzialità turistiche del territorio. Ne è venuto fuori - per la prima volta - un particolareggiato studio globale che fornisce analisi comparative delle peculiarità di ciascuna realtà comunale, nonché indicazione di possibili sinergie tra i vari comuni e gli enti di vario genere che gravitano intorno ad essi, in grado di creare un prodotto turistico di qualità il più possibile integrato, che permetta alle offerte di ogni località di essere coordinate con quella delle altre.
Cose che non vanno ce ne sono, ovviamente, come fa notare Marco Girolami: «I centri storici spesso sono bellissimi ma non valorizzati. In certe zone gli impatti ambientali, come ad esempio le antenne, i viadotti, eccetera, sono piuttosto pesanti sia per il turista che per i residenti. Il verde pubblico è molto presente ma non sempre è fruibile. In sintesi, esiste ovunque, nei comuni monitorati, un ottimo grado di attrattività turistica potenziale, che va però meglio organizzato». I punti di forza, come hanno sottolineato anche l'assessore Monteverde e la presidente Bacigalupo, restano l'ambiente e il paesaggio, insieme all'enogastronomia. La cosa più difficile - su cui si lavorerà nei prossimi mesi - resta invece il coordinamento tra i comuni, soprattutto per promuovere e migliorare le iniziative di carattere culturale, evitandone la sovrapposizione e studiando così un calendario accurato, che invogli il turista a non fermarsi alla visita di un solo centro, ma a proseguire in un percorso ideale che ne accomuni diversi, egualmente interessanti agli occhi del visitatore. Ai sindaci dei comuni monitorati dallo studio è stato consegnato un plico con le osservazioni rilevate dal piano d'area, da studiare attentamente per poi farne tesoro durante una serie successiva di incontri che dovranno far convergere idee, progetti e proposte di sinergia. Affinchè il rilancio turistico dell'hinterland genovese non rimanga solo sulla carta.

Mara Queirolo

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 08/11/05)

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