Sabato 30 giugno e domenica 1 luglio si è svolta, come ogni anno, la festa di S. Pietro sul Monte Antola. Ma quest'anno un ottimo motivo in più ha spinto oltre 2500 persone a recarsi sulla vetta del monte tanto caro ai liguri: l'inaugurazione del nuovo rifugio "Parco Antola".
I festeggiamenti, iniziati sabato sera con la suggestiva fiaccolata fino alla croce del monte, si sono pienamente compiuti durante tutta la giornata di domenica.
Il Vescovo di Tortona, Monsignor Canessa ha dato luogo alla benedizione della croce appena restaurata dal Parco dell'Antola con il patrocinio dell'Ansaldo e del CNA.
Successivamente si è celebrata la S.Messa e ha avuto luogo l'inaugurazione del nuovo rifugio alla presenza di numerose personalità importanti: il Presidente della Regione Burlando, l'Assessore Regionale Parchi Zunino, il Vicepresidente della Provincia Dondero con gli Assessori Fossati, Cappello, Briano, il Vicepresidente della Fondazione Carige Vinai, il Presidente di Promo Provincia Malerba, il Senatore Egidio Banfi, i Presidenti delle Comunità Montane Alta Val Trebbia e Alta Valle Scrivia Cevasco e Bagnasco, il Sindaco di Propata Dalla Rovere e il Sindaco di Valbrevenna Palomba, il Presidente del CAI Ligure, l'architetto della Regione Lorenzoni, capo del dipartimento di urbanistica della Regione, tutti il Consiglio del Parco Antola. Non si può dimenticare la massiccia partecipazione di volontari degli Alpini e della Croce Rossa, nonché di agenti delle forze dell'ordine.
Durante l'inaugurazione si è fortemente sottolineato il carattere avanguardistico del nuovo complesso, attento all'ambiente e tecnologicamente avanzato in modo da permettere, nello stesso tempo, risparmio energetico e confort dei suoi visitatori.
A questa grande festa era presente la famiglia che, fin da subito, si è prodigata per la buona riuscita della giornata e per un repentino avvio della struttura, alla quale sono già pervenute molte richieste di pernottamento.
Ma i veri protagonisti di queste due splendide giornate sono stati tutti i bambini gli anziani, le donne e gli uomini che si sono spinti fin lassù, motivati tutti dalla medesima ragione: l'attaccamento al "nostro" Monte Antola.
(Questo articolo è stato tratto dal N° 26 del 12/07/07
del settimanale "La Trebbia")
Stampa
questa pagina