Ospitale, comunicativo, capace a cucinare
i ravioli e a spedire una e-mail, amante della natura e del
prossimo, in grado di dire due parole in inglese e magari
una in francese. Il nuovo gestore del rifugio sull'Antola,
che sarà inaugurato
il prossimo luglio, non dovrà assolutamente essere
un montanaro vecchio stile e tanto meno un vecchio montanaro
del tipo ligure: di quelli che aprono bocca una volta al
mese, per intenderci, e una volta su due lo fanno per lamentarsi.
Il Club Alpino Italiano e l'
Ente del parco
dell'Antola hanno
deciso di puntare tantissimo sul nuovo e splendido
rifugio,
1460 metri di quota, vista impagabile sulle cime dell'Appennino
e delle Alpi. Una trentina di posti letto ma anche computer,
rilevatori climatici, schermi per videoproiezioni.
I moduli per partecipare alle selezioni, che cominceranno il
6 aprile,
saranno disponibili a partire dal 16
febbraio presso la sede genovese del
Cai. Il primo contratto sarà triennale
e l'investimento richiesto pari a seimila euro il primo anno,
novemila il
secondo e dodicimila il terzo.
«Alla fine potremmo anche assumere un aspirante gestore
proveniente
dalle Dolomiti - spiega Roberto Costa, presidente dell'Ente parco -ma preferiremmo
fosse qualcuno dei nostri posti. Naturalmente con tutti i requisiti richiesti».
Non semplicissimo, combinare il carattere estroverso dell'operatore
turistico con le magie della cucina ligure di montagna
che è quella vera, ravioli e coniglio e cima
anziché le orate finte della costa turistica. Non
facile, coniugare la tecnologia più sofisticata con
la sapienza contadina: perché bisognerà saper
riconoscere l'impronta di un lupo, riparare una tegola, suggerire
o sconsigliare un'escursione.
Il nuovo gestore dovrà tenere
aperto il rifugio per almeno duecento
giorni all'anno, tutti i week-end e nei
periodi durante i quali Cai ed Ente
parco organizzeranno le settimane
verdi.
Bisognerà anche conciliare l'amoreper la natura con
il business, naturalmente, ma assicura
Roberto Costa che quest'ultimo dovrebbe essere assicurato: «I
rifugi non guadagnano tanto con l'ospitalità - spiega
- quanto con la cucina. Però di solito rendono».
Sull'Antola potrebbe trasferirsi una famiglia, un gruppo
di amici, una coppia. Roberto Costa: «L'ideale
sarebbe qualcuno in grado di darsi il cambio. Per trascorrere
un week-end in città ogni tanto».
Difficile prevedere quante saranno le domande. A 1460 metri
la vita è particolare, e la solitudine non deve
fare paura. «Con il nuovo rifugio - insistono
al Cai - vogliamo rilanciare una delle montagne più belle
della Liguria. E coinvolgere le scuole, per avvicinare
i giovani alla natura una volta di più».
La nuova struttura, alla fine, costerà un milione
e 300 mila euro. L'inaugurazione è già in
programma: 1° luglio, festa di San Pietro. Con il nuovo
gestore a fare gli onori di casa.
Paolo Checchi
Tra il 1895 ed il 1996 sulla
vetta del monte Antola hanno
operato due rifugi-albergo. Il rifugio Musante, costruito
da quattro abitanti dì Bavastrelli
con il concorso della Società
Club Alpino sezione Ligure tra il
1894 e il 1895. Il primo custode e
comproprietario fu Giovanni Musante, un emigrante di Bavastrelli
allora rientrato dall'America. Nei primi anni del '900 il
Cai si riservò una camera con accesso dall'esterno e
lasciò il rifugio all'iniziativa della famiglia
Musante. Giovanni Musante morì
nel 1921, ma i suoi figli mantennero la gestione del rifugio.
L'edificio è crollato nei primi
anni '90 dopo un incendio. Il rifugio Bensa, accanto al Musante,
era nato al principio del secolo
scorso come villetta di residenza
estiva privata. Dopo l'acquisto
da parte della Società Alpina Ligure (l'immobiliare
del Cai), nel
1927, iniziarono gli anni di massimo splendore per questa struttura,
che aveva assunto i connotati di un vero e proprio rifugio
di alta montagna, frequentato
d'estate e durante l'inverno. Il rifugio Bensa restò in
attività fino
al 1944 quando, utilizzato dalle
formazioni partigiane, fu bersagliato da mortai tedeschi
e gravemente danneggiato.
La definitiva chiusura della attività anche per questo
secondo
rifugio è avvenuta nel 1996, da
quel momento è venuta meno
anche la presenza di un punto di
accoglienza sulla cima dell'Antola.
L'ente parco ha iniziato i lavori del nuovo "Rifugio
Parco dell'Antola" nel giugno 2005.
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX
del 28/01/07)
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