L'Alta Val Trebbia ligure
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Sorgerà entro il 2006 il “Rifugio Parco Antola”

L'Ente Parco Regionale dell'Antola ha intrapreso il cammino per la costruzione di un nuovo rifugio sul monte Antola.
Dopo aver attentamente valutato tutte le possibilità, anche d'intesa con la Regione Liguria, la Provincia di Genova ed il Comune di Propata, è stata fatta la scelta, dolorosa ma unanime, di rinunciare alla locazione in atto presso il vecchio Rifugio Bensa in quanto gli elevati costi di locazione e di ristrutturazione dell'edificio non sarebbero stati giustificati da una disponibilità pubblica del bene (che, lo ricordiamo, appartiene a privati che hanno escluso fermamente la possibilità di vendita anche parziale) di soli 25 anni. Pertanto, dopo una accurata valutazione delle disponibilità di terreni, anche ai fini di una collocazione del rifugio defilata rispetto all'area della vetta, che non si vuole in alcun modo deturpata da nuove costruzioni, il Parco sta procedendo alla acquisizione di un vasto appezzamento di terreno in cui realizzare il nuovo rifugio e tutte le strutture ricettive che ad esso dovranno essere collegate. L'utilizzo, a tale scopo, di terreni di proprietà dell'Ente Parco, ottenuti grazie alla concreta disponibilità dell'intera frazione di Bavastrelli (ed alla Parrocchia di Propata), i cui abitanti hanno ceduto i loro appezzamenti prossimi alla vetta dell'Antola, consentirà di realizzare un rifugio la cui proprietà rimarrà perennemente pubblica, giustificando così anche i rilevanti investimenti necessari per la sua costruzione, nonché di utilizzare la vasta area circostante per altri servizi legati al turismo escursionistico ed equestre ed alla fruizione della natura.
L'edificio nascerà in base ad un progetto in cui dovranno coesistere il massimo rispetto per l'ambiente, sia in termini di impatto paesaggistico che di contenuti tecnologici (coibentazione, risparmio energetico, fonti rinnovabili), con una piena funzionalità operativa per quanto riguarda l'ospitalità.
A questo proposito il Parco dell'Antola opera in un costante rapporto di collaborazione con la Sezione Ligure del Club Alpino Italiano, i cui tecnici, grazie all'esperienza maturata in altre strutture nelle Alpi Liguri e Marittime, forniranno preziose indicazioni sia nella fase progettuale che costruttiva e successivamente nella gestione, attraverso una specifica convenzione con l'Ente Parco. I tempi di realizzazione della nuova struttura saranno così scanditi: buona parte del 2004 sarà necessariamente destinata all'elaborazione progettuale, alle procedure autorizzative e all'affidamento dell'appalto di costruzione dell'opera, con l'intenzione di aprire il cantiere entro l'inizio del 2005 e la concreta speranza che già nel 2006 i primi escursionisti possano usufruire della struttura.
Il nome sarà quello di "Rifugio Parco Antola", e la struttura sarà idealmente dedicata a tutti coloro che sul monte e nelle valli che lo attorniano hanno vissuto e lavorato nel corso dei secoli e che ci hanno lasciato lungo le mulattiere, nei boschi, sulle fasce, negli edifici e nelle cappelle votive, i segni della loro fatica e del loro sacrificio di contadini ed ai quali va tutta la nostra riconoscenza ed il nostro rispetto.
Il Rifugio potrà ospitare sia singoli escursionisti di passaggio che comitive, famiglie, scolaresche ed associazioni, motivate alla visita del Parco e delle sue bellezze, nell'ambito dei progetti di sviluppo che il Centro di Educazione Ambientale del Parco, sorto recentemente grazie anche ad uno specifico finanziamento della Regione Liguria, sta elaborando.
L'accesso al Rifugio sarà esclusivamente pedonale, lungo le tradizionali mulattiere che risalgono le pendici dell'Antola dalla Valle Scrivia e dalla Val Trebbia, e un accesso veicolare sarà garantito (da Bavastrelli) esclusivamente ad un mezzo fuoristrada necessario alla gestione, mentre si sta studiando la possibilità di realizzare una teleferica di servizio.
Nel clima di grande soddisfazione per aver sbloccato positivamente una vicenda attorno alla quale l'aspettativa, tanto da parte del mondo escursionistico e associativo, quanto da parte dei residenti nelle valli dell'Antola era ed è fortissima, resta agli Amministratori del Parco il rammarico per aver dovuto rinunciare alla ristrutturazione del rifugio Bensa ed al recupero, almeno sotto il profilo del risanamento ambientale, dei ruderi del Rifugio Musante, a causa della non disponibilità pubblica di questi beni.
Resta tuttavia la volontà da parte dell'Ente Parco, ad impegnarsi comunque, nell'ambito delle proprie competenze e d'intesa con gli altri Enti pubblici locali, per incentivare ogni tentativo affinchè l'intera area prossima alla vetta, pur nel rispetto delle varie situazioni proprietarie, non debba costituire motivo di degrado ambientale o di pericolo per gli escursionisti ma torni ad essere, con i suoi prati fioriti, una delle più belle attrattive dell'Appennino ligure.

Il Presidente Dr. Roberto Costa

(Questo articolo è stato tratto dal N° 15 del 22/04/04 del settimanale "La Trebbia")

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