L'Alta Val Trebbia ligure
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Il lupo ucciso a Torriglia finirà nel museo dell'Antola

"Ridateci il lupo". L'appello era partito dal presidente dell'ente Parco Antola, e il lupo in questione era un giovane esemplare ucciso qualche settimana fa nei pressi di Torriglia. Ferito da una scarica di pallettoni, l'animale era poi stato travolto da un'auto ed era quindi stato trovato riverso su un cumulo di fieno. Il lupo ucciso era rivendicato dal museo di Storia Naturale di Genova, ma il presidente Roberto Costa lo voleva sul territorio, per imbalsamarlo ed esporlo -. E così è stato: «Il museo genovese - spiega Costa - ha molto gentilmente accettato la nostra richiesta ufficiale, e il lupo è stato restituito al territorio. Al museo genovese resterà lo scheletro, mentre il lupo imbalsamato verrà esposto nel centro visitatori del parco, a Torriglia, mentre alcuni reperti dovrebbero essere inoltrati all'Istituto nazionale della fauna selvatica per le analisi che permetteranno una tracciatura del lupo, determinandone - attraverso la comparazione con mappe genetiche di altri soggetti - l'attribuzione a uno dei gruppi di lupi studiati nelle regioni limitrofe».
Provincia e Parco Antola hanno intrapreso ricerche accurate sulla presenza del lupo, lo studio dei suoi spostamenti e delle sue abitudini. Ma non mancano le problematiche relative alla sua presenza nei tenitori dell'hinterland. «La presenza del lupo - spiega Costa - al di là del fascino legato alla sua bellezza, è di grande importanza dal punto di vista naturalistico. Ma naturalmente, la comparsa di questo predatore costituisce un motivo di apprensione per gli allevatori e, in generale, per i residenti delle zone interessate. Per questo motivo, occorre che oltre alla protezione legislativa del canide siano anche messi in atto tutti gli strumenti che rendano minime le problematiche concrete che tale presenza comporta per le comunità locali». In altre parole: d'accordo, il lupo deve essere protetto dalla legge, ma la strategia di conservazione dipende soprattutto da un corretto approccio verso i problemi che può creare. "Insomma - conclude Costa - è chiaro che è il momento di superare sia le favole antiche sulla malvagità del lupo sia quelle moderne dei lupi paracadutati dagli elicotteri, ma occorrere la collaborazione delle istituzioni -Regione, Provincia, Università - per finanziare ulteriori progetti di studio e di censimento delle popolazioni del lupo, per proteggere meglio gli allevamenti e risarcire gli eventuali danni agli animali domestici, non trascurando ovviamente una azione educativa che coinvolga la scuola e rassicuri le popolazioni locali, anzi le renda partecipi all'azione di tutela».

Mara Queirolo.

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 11/02/06)

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