Torriglia.
La giornata, tersa come di rado, infiamma i colori autunnali
del bosco: colori che si riflettono nelle acque calme del
lago del Brugneto, nel
Parco
dell'Antola. Il sentiero è un tappeto di foglie
rosse, con il fruscio che scandisce il passo. Poi un altro
fruscio, poco più in alto, e lo sguardo che esplora
fra gli alberi ormai quasi spogli. Eccolo, il daino: lo avevano
detto, che questa e la stagione migliore per avvistarlo. La
stagione degli amori.
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Non c'è tempo
per osservarlo meglio. Una frazione di secondo, e
l'ungulato se la da a gambe levate, sparisce nella
foresta.
E vivo, il bosco che circonda il Brugneto. Non c'è
solo il daino, sono numerose le presenze di uccelli,
di scoiattoli. È piovuto, nei giorni scorsi,
e i profumi sono intensi, a volte acri, a segnalare
agli esperti la presenza di questo o quell'animale.
Tutti buoni segnali: indicano che la natura, qui,
è viva, sana; l'opera dell'uomo, da queste
parti, non ha fatto danni. Ma ecco, dopo un'ora di
cammino, le tracce discrete dell'uomo: un ponticello
in pietra supera il rio Bansighi, più in alto
ci sono le case di Costa di Paglia. Lasciato alle
spalle un ramo del lago, il sentiero si inoltra nel
bosco e descrive una curva a destra. Lo sguardo dell'escursionista
può rilassarsi fra gli alberi. Quando improvvisamente
passa, furtivo, un animale, a una ventina di metri
di distanza circa. E già la sensazione non
lascia spazio al dubbio: non era un cane, quello.
Sicuramente era il lupo. Procedeva spedito in una
direzione precisa, quasi si recasse a un appuntamento.
Il suo passaggio è rapido, fugace, non c'è
neppure il tempo di fotografarlo. |
Il sentiero prosegue: del lupo si perde ogni traccia. Così
la forte emozione, piano piano, scema, lascia spazio alla
domanda. Il lupo? Possibile? D'accordo che è tornato
ad abitare le zone dell'Aveto e dell'Antola; vero che il personale
del Parco lo ha avvistato alcune volte, negli ultimi mesi.
Vero anche, però, che il lupo sta lontano dall'uomo:
mentre quell'animale si muoveva non lontano dall'escursionista.
Possibile?
«Possibilissimo, è la risposta di Massimo Campora,
esperto di fauna e di flora. Insieme a Renato Cottalasso perlustra
i Parchi liguri alla ricerca di specie rare e di animali da
fotografare «Non è la prima volta che il lupo
si fa vedere nella zona del Brugneto.» insiste Campora.
«Soprattutto in questa stagione: lì ci sono parecchi
daini, e il lupo ne va a caccia.» A dissipare ogni dubbio
sono infine le fotografie scattate da Campora: quell'animale
ripreso nella foresta è proprio lui, senza ombra di
dubbio.
L'emozione per l'avvistamento cresce quando è Laura
Schenone, zoologa attiva nelle zone dell'Aveto e dell'Antola,
a esprimersi. La Schenone è detta affettuosamente "La
lupologa", il suo è il parere di chi, da vent'anni,
osserva e studia il lupo: «Incontrarlo rimane un'esperienza
molto rara, sicuramente bellissima ma molto, molto fortunata.
Intanto perché - comunque sia - i lupi sono pochi:
nella zona dell'Antola ne abbiamo riscontrati giusto due,
lo scorso anno: una coppia. Anche ammesso che si siano riprodotti,
saranno al massimo quattro o cinque.» Su una cosa però
Schenone rimane ferma: «Contrariamente a quanto affermano
favole e leggende, il lupo non rappresenta alcun pericolo
per l'uomo. di solito tende a fuggirlo. E anche se queste,
ripeto rare, esperienze degli ultimi tempi rivelano un suo
- come dire? - avvicinamento, rimane il fatto che si tratta
di approcci molto circospetti e che, comunque, le sue attenzioni
sono ben altre. Tanto che alcune fotografie lo sorprendono
addirittura con la coda fra le gambe. Ripeto: il lupo ha paura
dell'uomo. Del resto è comprensibile: siamo stati noi
a cacciarlo».
Né corrono pericoli o quasi, secondo Schenone, gli
animali da pascolo: «II lupo si concentra su daini e
cinghiali, come si evince dall'analisi delle sue feci. Rarissimamente
può attaccare qualche pecora, magari isolata da un
gregge lasciato allo stato brado. Per questi casi - una volta
accertati da perizia - è comunque previsto il risarcimento
per l'allevatore».
La "lupologa" resta comunque perplessa sulla possibilità,
per un escursionista occasionale, di vedere il lupo: «Mentre
è vero che intorno al Brugneto, in questa stagione,
si possono avvistare i daini, resto dell'idea che incontrare
il lupo rimane difficile».
Come fare? Quanti volessero in qualche modo avvicinarsi a
questo animale, non dovranno attendere molto: per sabato 19
novembre il Parco dell'Aveto (occorre prenotare allo 0185/340311
) organizza l'escursione "Sulle tracce del lupo".
Laura Schenone e Annalisa Campomenosi condurranno i partecipanti
nella zona dell'Aiona. «Una zona isolata: qui non ci
sono daini, tanto per intenderci, per cui sarà impossibile
- o quasi - incontrare l'animale».
Si potranno tuttavia rilevare i segni della presenza del carnivoro:
«Le orme del lupo sono inconfondibili: il suo passo
è rettilineo rispetto a quello un po' sbilenco del
cane. E ben più frequenti e inequivocabili sono altri
segni, cioè gli escrementi. Il lupo divora la preda
intera: ecco spiegata la presenza, nelle feci, di peli animali
e frantumi ossei».
Segni che Laura Schenone studia da una vita: «E adesso,
più che mai, è necessario intensificare la ricerca:
la presenza del lupo è un buon segno, lui completa
la catena alimentare, significa che la zona in cui vive è
sana. A maggior ragione è importante il suo studio».
Fabrizio Calzia
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del
08/11/05)
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