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Gamberi Usa nel Trebbia, go home

Il noto slogan "yankee go home", in questo particolare caso, non ha niente di politico. Riguarda, più prosaicamente, una specie ittica d'acqua dolce che da qualche tempo si è stanziata nelle acque del lago del Brugneto e che si sta irradiando anche nei ruscelli affluenti del Trebbia. Senza alcuna apparente intenzione di sloggiare.
Prima conseguenza della esportazione della democrazia gamberesca a stelle e strisce in quel della Val Trebbia: i nostri piccoli e smilzi gamberi d'acqua dolce autoctoni sono a rischio di sopraffazione. Seconda conseguenza: questi pugnaci gamberi americani sono iperattivi, e scavano come forsennati delle buche nel bacino del Brugneto (per costruirsi tane confortevoli ad hoc), assolutamente incuranti del fatto che, a detta degli esperti, queste piccole "grotte" causano col passare del tempo gravi danni alla stabilità delle rive. E quindi, dopo serissimi studi, portati avanti nell'ambito del progetto Anthos e Psiché (Obiettivo 2, del Progetto di valorizzazione della Rete Natura 2000), ha deciso di intervenire la Regione Liguria, che ha finanziato un progetto per sradicare - o quanto meno contenere - la specie alloctona all'interno del lago. Specie che - per la cronaca - si chiama Pacifastacus Ieniusculus, più volgarmente detto gambero della California.
L'ipotesi più probabile dell'arrivo dei gamberi Usa è quella di un allevatore di questa specie che ne ha portato qualcuno dagli States per variare la propria coltura di gamberi d'acqua dolce: esperimento fallito, e via, pluff, gli indesiderati stranieri sono finiti nel Brugneto. «In effetti, l'introduzione di questo crostaceo potrebbe essere stata del tutto accidentale - spiega Massimo La Icona, guida ambientale del Parco Antola - e secondo i pescatori della zona le prime catture sono di qualche anno fa. E in questo caso la tanto declamata biodiversità non è affatto migliorabile dall'apparire di una specie in più».
Vediamo perché. Dalle indagini effettuate, si è scoperto, tanto per cominciare, che il gambero americano è assai poco esigente, e che sa adattarsi alla grande: è onnivoro (mangia di tutto, dalle larve di insetti alle uova di pesci, e perfino i pesciolini di fondo), e inoltre è vettore di una malattia - detta peste del gambero - che potrebbe rapidamente provocare non pochi guai ai poveri gamberi di fiume italici. «Se facciamo un confronto diretto con le due specie - spiega ancora La Icona - osserviamo che il gambero americano misura 16 centimetri di lunghezza contro i 12 dei nostri, e che, cosa assai più importante, mentre il gambero autoctono depone dalle 50 alle 200 uova di cui solo il 20 per cento al massimo si dischiude, quest'altra specie sforna anche 400 uova, di cui oltre il 60 per cento arriva a maturazione. Insomma, ci sono tutti i presupposti per parlare di specie infestante».
Infestante, prolifica come i conigli, e maleducata. Visto che, oltre a tentare di sopraffare gli indigeni del Brugneto, i gamberi yankee si dilettano a scavare buche sul fondo del lago, che compromettono, come si diceva, la stabilità delle rive, in quanto rendono più instabile il terreno provocando scivolamenti e anche ripercussioni sulla qualità dell'acqua.
Vogliono la guerra? E guerra sia. Il progetto per cacciarli parte subito e andrà avanti fino a primavera 2008, con le seguenti tattiche di "guerriglia", sotto la supervisione del dottor Sebastiano Salvidio del Dipartimento per lo Studio del territorio dell'Università di Genova: messa in opera, a una profondità di 15-20 metri, di 100 nasse a due entrate e 10 gabbie da cattura opportunamente innescate; controllo settimanale di nasse e gabbie con estirpazione degli esemplari americani catturati; re-innesco delle stesse nel medesimo sito e in altre porzioni di bacino.
E vediamo chi, alla fine della contesa, l'avrà vinta.

Mara Queirolo

Il gambero della California
Il gambero della California
Zone acuqatiche in cui è presente il gambero della Calfornia

Nome scientifico:
Pacifastacus leniusculus
Famiglia: 
Astacidae
Ordine: 
Decapodi
Classe:
Malacostraca

Origine:
Fiumi e laghi della California Idaho, Nevada, Utah, Oregon, Washington, Colombia. Presente sia in acque calde sia in acque fresche.

Lunghezza:
12-13 centimetri, alcuni esemplari maschi adulti raggiungono i 17-18

Comportamento:
Attivo durante la notte, scava tane nel substrato o sotto le rocce, danneggia le piante e può predare piccoli animali lenti

Dimorfismo sessuale:
Maschio mediamente più grande




Riproduzione:
Maturità sessuale quando raggiunge otto centimetri di taglia; larve rilasciate in primavera-estate a seconda della temperatura ambientale. Abbastanza prolifico.


L'arrivo in Italia:
E' stato introdotto in Europa sin dal 1860 poi si è stabilito in Svezia, Finlandia, Francia, Spagna e Isole Britanniche dove ha sostituito la specie autoctona Astacus. In Italia è stato segnalato per la prima volta in provincia di Bolzano (Brunice 1994). Ne è stata tentata l'introduzione in provincia di Alessandria e in Calabria.



(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 01/05/07)

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