Il Museo... come?
Il Museo è articolato in diverse sezioni:
- artigianato del passato
- cicli lavorativi in campagna
- stalla tipica della zona
- cucina arredata in stile contadino
- attrezzi e mezzi di trasporto agricoli
- antico mulino
- mostra fotografica del Sacro in Val Trebbia
- esposizione di arredo sacro
II visitatore può avvicinare ed osservare arnesi
degli artigiani di un tempo, costruiti dall'uomo stesso
e adatti alle esigenze dell'epoca.
L'aratro, le falci, i carri e tutto ciò che era
uso al contadino danno la misura della fatica e dell'operosità
degli uomini che hanno modellato le nostre terre.
La stalla, con gli attrezzi in essa raccolti, fornisce
un'idea chiara dell'importanza che gli animali, sia
da soma, sia bovini, avevano, nei nostri paesi, per
la sopravvivenza degli abitanti. La cucina, accogliente
nella sua semplicità, è l'ambiente dove
più viva si sente la presenza della famiglia
rurale che lì fondeva le emozioni tristi e gioiose
di ogni giorno. L'esposizione è corredata da
una raccolta di
vecchie
fotografie, raffiguranti momenti di vita colti nei
nostri paesi. Il Museo accoglie pure una raccolta di
legni in sezione, appartenenti a piante tipiche della
zona.
Per scolaresche, comitive e gruppi è possibile,
a richiesta, proiettare diapositive riproducenti paesaggi,
angoli caratteristici e flora della nostra Valle.
Nei locali situati al piano terra del Chiostro, trovano
collocazione mezzi di trasporto agricoli e attrezzi
impiegati nei lavori di campagna, oggi sostituiti da
moderne macchine o non più fruiti dall'uomo.
Di singolare interesse è un mulino, ancora funzionante,
provvisto di macine e tramoggia.
Nel 1990, in tre locali del Chiostro, è stata
inaugurata un'esposizione di arredi e oggetti sacri.
Il prezioso materiale, che appartiene alla
Chiesa
di Montebruno, comprende, tra l'altro, vasi sacri,
paramenti di notevole rilievo, oggetti di culto. Degna
di attenzione è una raccolta di piccole immagini
a carattere religioso, testimonianza di fede e pietà
popolare.
In particolari occasioni la mostra si arrichisce di
materiale proveniente da altre chiese.
Gli spazi dell'ex Convento sono inoltre utilizzati per
una mostra fotografica, a carattere permanente, che
raccoglie fotografie di edicole e cappelle della Valle.
Perché il Museo?
Il volto della zona, suggestivo ed interessante grazie
ad un paesaggio naturale quasi incontaminato, è
stato, negli ultimi decenni, il volto di una emigrazione
lenta, continua, senza rimedio.
I paesi sono oggi quasi privi
di giovani e con la loro assenza sembra perduta anche
la speranza di una loro redenzione. Allora, perché
qui il Museo? Per capire bisogna aver respirato l'aria
salubre dei nostri monti, aver percorso le vie accidentate
e tortuose dei nostri paesi, aver assaporato l'odore
della nostra terra, aver ascoltato ... la nostra storia,
quella storia che ci raccontano l'utensile della casalinga,
la zappa del contadino, l'accetta del boscaiolo. In
un contesto sociale, quale è quello moderno,
dove avanzano prepotentemente occupazioni, frutto di
una tecnologia sempre più avanzata, il Museo
di Montebruno si propone di recuperare, attraverso gli
oggetti, quella cultura del passato, prettamente contadina,
fatta di semplicità e fantasia, di bisogno e
creatività. Gli spazi espositivi del Museo, non
a caso, trovano locazione negli ambienti del Chiostro
annesso al Santuario che, con la sua imponenza, sembra
evocare la fatica, la dedizione, l'ingegnosità
di generazioni che hanno affiancato la costruzione dell'edificio.
Il Museo ... dove?
L'
Alta Valle
del Trebbia, che da
Torriglia
si apre verso la pianura piacentina, con i piccoli villaggi
raccolti sulle alture o lungo il fiume da cui la valle
trae origine, del paesaggio rurale presenta il volto
scarno, reso forse dolente dalla decadenza degli uomini
e delle cose, ma anche nobilitato dall'antichità
dei segni umani e dalla preziosa laboriosità
degli abitanti.
Proprio qui, in questo lembo di Liguria, dove la storia
degli uomini semplici e la natura si completano a vicenda,
è situato l'abitato di
Montebruno
(660 m.l.m.) lungo la Statale 45 che da Genova giunge
a Piacenza.
Il paese è sorto certamente quale piccolo insediamento
di uomini dediti alla pastorizia; la sua storia è
poi legata all'edificazione e allo sviluppo del Santuario.
(Tratto dal pieghevole edito dalla Comunità Montana
Alta Valtrebbia)