L'Alta Val Trebbia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco Gallione   
Domenica 18 Gennaio 2009 21:29
L'Alta Val Trebbia ligure fa parte di un unico comprensorio, la Comunità Montana Alta Val Trebbia, ed è costituita da otto comuni :
Torriglia, Rondanina, Propata, Fascia, Montebruno, Rovegno, Fontanigorda e Gorreto.
E' attraversata dal Trebbia, uno dei fiumi più puliti d'Italia, ed è la valle più isolata e solitaria della Liguria, caratteristica che ha contribuito a salvare beni ambientali impagabili quali la grande quiete dei boschi e le acque cristalline dei torrenti.
Il bacino della Trebbia, fiume che nasce sul monte Prelà (1406 m s.l.m.) e dopo circa 118 km. si getta nel Po, è ubicato oltre lo spartiacque appenninico che, sviluppandosi da levante a ponente parallelamente all'arco costiero, costituisce l'asse principale del complesso sistema montano della Liguria.
L'area dell'alta valle, dalle sorgenti fino a Bobbio, in territorio piacentino, presenta un ambiente dalle caratteristiche prettamente montane: gli insediamenti umani sono ridotti e concentrati in nuclei compatti e l'economia si sviluppa su terreni in ripido pendio e spesso terrazzati. L'alta valle, tra le più pittoresche della montagna ligure, si presenta tortuosa e stretta, spesso serrata tra pareti ripide e boscose, con strapiombi di notevole entità, a cui si alternano valli laterali vaste e verdeggianti.
La totale assenza di aree industriali nell'alta valle, fa della Trebbia uno dei pochi fiumi con un tasso di inquinamento quasi nullo.
Il territorio è compreso tra la quota minima di Gorreto (m. 522) e la massima del Monte Antola (m. 1597). La morfologia accidentata contribuisce a determinare le caratteristiche climatiche dell'ambiente, condizionate anche dai venti e da piogge molto abbondanti, principalmente in primavera e in autunno, per il contrasto tra le correnti calde provenienti dal mare e i venti freddi che scendono dal settentrione; di conseguenza l'umidità relativa, assai diversa al variare della quota, si configura con la presenza della nebbia lungo il corso del fiume, specie nella notte e nelle prime ore dell'alba. Il fenomeno della nebbia un tempo era completamente sconosciuto e, da circa quarant'anni, è stato provocato sia dall'evaporazione dell'acqua raccolta nel bacino del Brugneto, sia dallo stato di abbandono in cui sono stati lasciati boschi e pascoli: il formarsi di uno strato di foglie e di rami spezzati in stato di macerazione e la crescita di un folto sottobosco di cespugli e di fieno non più raccolto hanno accentuato notevolmente l'umidità dell'ambiente favorendo il fenomeno della condensazione in prossimità del suolo.
L'area boschiva, al di sotto degli ottocento metri, è quasi totalmente occupata da castagneti e da bosco promiscuo ma molti castagni sono stati gradualmente sostituiti da piantagioni di conifere che qui trovano buone condizioni ambientali ed economicamente sono più produttive. A quote superiori il faggio, l'acero, l'abete bianco ed il rovere occupano ancora vaste estensioni mentre i pascoli sono in stato di completo abbandono. La progressiva e inesorabile cessazione dell'attività agricola da parte della popolazione residente, la mancata raccolta dei frutti, col conseguente abbandono del bosco e il degrado delle piante che, non più rinnovate e potate, si presentano con tronchi cavi e rami spezzati, hanno favorito il proliferare di gerbido, cespugli di felci, di ginepro, di corniola e di ginestra che spesso precludono l'accesso a boschi una volta perfettamente agibili. Nonostante l'abbandono la Val Trebbia rimane una terra con una vegetazione magnifica, con l'aria incontaminata e con boschi meravigliosi. Questa valle è tra le più pittoresche della montagna ligure, serrata tra crinali ripidi e boscosi, dischiusa ora su strapiombi vertiginosi, ora su fondi di terra verdissimi.
Quasi disabitata d'inverno, si anima di numerose presenze nei mesi estivi offrendo straordinarie risorse per il riposo e per l'impiego del tempo libero. Vi sono infatti gli spazi ideali per ogni genere di sport. L'escursionista trova percorsi montani di grande respiro paesistico, adatti a tutte le età e per ogni tipo di allenamento; il fiume e i numerosi affluenti offrono ai pescatori risorse altrove impensabili; chi ama le spericolate discese in canoa trova una palestra ideale nella media valle, tra la sequenza impressionante dei meandri. In prossimità dei centri di villeggiatura si trovano impianti sportivi per tutte le esigenze Si possono compiere bellissime passeggiate nel verde partendo dai centri storici e dai piccoli borghi rurali, dove è ancora possibile imbattersi in architetture contadine di pregio, in tratti di mulattiera, in muri a secco, fontane, cascinali, "barchi".
La Val Trebbia sembra dunque modellata da madre natura per offrire sollievo, spazi ampi e tranquilli a chi, assediato dalle nevrosi quotidiane, va in cerca di quiete e silenzio.
La valle, però, è esposta per il futuro al rischio del totale spopolamento, specie nelle zone più interne; molti borghi e paesi nel periodo invernale sono pressochè disabitati. Lo spopolamento è accompagnato dalla perdita della propria identità culturale e il conseguente degrado dell'ambiente, irripetibile in certi aspetti, come nella casa rurale e nei boschi senza confini.
Qualche piccolo segnale di ripresa si sta avvertendo, soprattutto dopo la nascita del Parco Regionale dell'Antola, ma occorre fare ancora molto per incentivare il ritorno dei giovani nella valle, dando loro opportunità di lavoro finalizzate al recupero dell'ambiente, del turismo, dell'agricoltura e dell'allevamento.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Maggio 2009 08:05
 

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