In vetta, la notte PDF Stampa E-mail

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Poesie - Le poesie di Fausto Molinelli
Scritto da Fausto Molinelli   
Mercoledì 14 Dicembre 2011 09:45

Ho sfidato antichi timori,

salendo alla vetta,

incontro alla notte.

Scavato tra muri antichi

alti di pietre eterne,

il sentiero saliva e frusciava

tra ombre sospette.

Strani lamenti di anime perse

vegliavan la notte.

Stretto il cuore come il sentiero

ampio un tempo e sereno,

ora solo e disperso,

tra massi erranti e rovi insidiosi.

Bambino alla guida

di buoi pazienti,

era immenso allora il silenzio.

Allegra fatica, ma solo non ero,

il caldo sentivo nell’umido fiato.

Ora vecchie paure celate tra i boschi,

rilasciano urla di anime erranti,

straziate in cupi lamenti.

Solo la cima mi attrae potente,

e vince il timore.

Esco al cielo stellato, l’anima aperta

e l’abbraccio d’amore colma il silenzio.

Il tetto di stelle segue alla via,

e presto è la vetta.

Ai piedi di Lei, del braccio disteso,

umidi gli occhi, un grazie e una prece,

escon da soli.

Avvolto in fredde coperte,

lunga è la notte, e fischia tra i rami,

un vento impietoso.

Lente girano in cielo galassie lontane,

là io spero qualcuno ci guarda.

Qualche guizzo nei cieli,

e sciano tracce incessanti, poi nulla.

Anime in pace che tornano

alla casa del Padre, stanche e serene.

Presto sbianca l’aurora,

s’indorano cime lontane, il mare s’argenta.

Mi pare ancor di sentire martelli sonanti alle falci,

cantare le tristi canzoni.

Qua e là uomini arditi, di ampi gesti in silenzio,

rasavan quei prati, e il caldo sudore.

E tu giovin pastore, a casa portavi

i buoi, il coraggio,

e i magri lavori.

Fausto Molinelli

 

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